Il Tirreno

Pontedera

alla materna “poggio fiorito” 

Si rompe un tubo, ore di disagi (e freddo) a scuola

Marco Sabia

Il Comune ricorre alle stufe elettriche ma per risolvere il problema sarà necessario un cantiere da 20.000 euro in estate

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SANTA CROCE. È stata la stessa sindaca Giulia Deidda ad ammetterlo: il ritorno in classe dei bambini della scuola dell’infanzia Poggio Fiorito è stato un po’ “turbolento”. Colpa di un sistema di riscaldamento vetusto, che ha fatto le bizze per tutta la mattinata, funzionando senza soluzione di continuità e non garantendo una temperatura ottimale all’interno dei locali dell’asilo di via Lungovalle. Il tutto a causa della rottura di un tubo dell’acqua che alimentava i termosifoni della scuola. I bambini non sono stati mandati a casa, anche perché come detto il riscaldamento ha parzialmente funzionato (creando comunque disagi in una mattinata fredda). L’intervento di riparazione è partito una volta finito l’orario mattutino, coi muratori che sono intervenuti sul posto alle 14.30 per sistemare la criticità scoperta poche ore prima.

Nel frattempo la scuola e l’amministrazione si sono messe in moto per fornire un’alternativa elettrica ai termosifoni (le stufe), nel caso ce ne fosse bisogno, nell’ottica di non interrompere un servizio molto importante per tutte le famiglie e per ridurre al minimo i disagi di chi – bambini ed educatrici – vive la scuola giornalmente e deve poterlo fare nel migliore dei modi.

Un’azione preventiva, appunto, per non ritrovarsi nelle medesime condizioni di ieri, al rientro dalle vacanze natalizie; questo in attesa di risolvere la questione a monte, cambiando tutto il sistema di riscaldamento. Ma per fare ciò sarà necessario attendere l’estate e la chiusura delle aule: «È un impianto vecchio – spiega la sindaca – e quindi abbiamo già in mano la stima del costo per dotarci di uno nuovo: 20mila euro. L’intervento verrà fatto in estate. Ma intanto ringrazio i tecnici che si sono dati da fare in queste ore» . Una criticità del genere non è certo rara nelle scuole di oggi, che spesso hanno sede in edifici vecchi dotati di attrezzature e sistemi altrettanto vecchi. Solo che quando non funziona il riscaldamento e fuori è molto freddo il nodo viene subito al pettine e si deve intervenire con la massima rapidità, tenendo anche conto che si tratta di bambini molto piccoli. Ma per la scuola santacrocese in questione il disagio dovuto al freddo – salvo ulteriori problemi non prevedibili – è durato alcune ore soltanto. Poi, dal prossimo anno scolastico, quei 20mila euro messi in cantiere dall’amministrazione comunale serviranno per scacciare lo “spettro” del riscaldamento vecchio che fa le bizze. —

Marco Sabia

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