Sicurezza
La Valdera deve funzionare come un’unica grande città
I sindaci dell’area intorno a Pontedera si sono riuniti per cominciare a parlare di un futuro comune. Franconi: "L’obiettivo è coordinare i servizi e dare risposte condivise ai cittadini"
PONTEDERA. L’obiettivo è quello di far funzionare la Valdera come un’unica, grandissima, città. Coordinare i servizi, studiare strategie comuni e dare risposte condivise ai cittadini. Dall’occupazione ai trasporti, dagli eventi culturali al sistema di Protezione civile. Una scommessa gigante, ancora tutta da delineare, che ieri ha mosso i primi passi. A Palazzo Stefanelli, a Pontedera, i sindaci del territorio si sono riuniti per cominciare a parlare della Valdera del futuro.
Un incontro fiume, iniziato nel pomeriggio di martedì 7 gennaio e terminato a serata inoltrata. Un primo momento di confronto, fortemente voluto da Matteo Franconi. È stato lui, infatti, a chiamare a raccolta i colleghi nelle scorse settimane, attraverso una lettera: «Ci sono alcuni spunti nel dibattito politico e amministrativo territoriale che mi fanno ritenere ancor più attuale l'esigenza di costituire un tavolo della Valdera unita per tracciare strategie e mettere in campo azioni indifferibili per consentire alle comunità che vi fanno parte di partecipare con autorevolezza e protagonismo nelle dinamiche che si sviluppano a livello provinciale, regionale e nazionale», aveva scritto il sindaco di Pontedera. Un invito che è stato raccolto dagli altri amministratori, tanto che erano presenti i sindaci di Buti, Calcinaia, Bientina, Palaia, Peccioli, Casciana Terme Lari, Chianni, Ponsacco, Lajatico, Capannoli e Terricciola, oltre a quello di Pontedera. «È stato un incontro positivo, in cui tutti hanno chiaramente dimostrato interesse nel creare una Valdera unita, capace di muoversi come un unico grande territorio», spiega Franconi al termine della riunione.
Quello che i sindaci hanno cominciato a costruire nelle stanze di Palazzo Stefanelli è uno strumento nuovo, che va oltre l’Unione dei Comuni della Valdera – che attualmente comprende Bientina, Buti, Calcinaia, Capannoli, Casciana Terme Lari, Palaia, e Pontedera – e il Parco Alta Valdera, formato da Lajatico, Peccioli, Chianni e Terricciola. «Occorre fare una distinzione tra strumenti di gestione del territorio, come l’Unione e il Parco, e strategie di visione. Il progetto che stiamo provando a mettere in piedi – dice ancora Franconi - va al di sopra delle divisioni territoriali». Alla fine della riunione di ieri è stata fissata anche la prossima tappa del “Tavolo del Lavoro” – nome provvisorio dato al gruppo di sindaci uniti per ripensare il territorio - in programma il 30 gennaio a Terricciola. Il resoconto dell’incontro di ieri è stato affidato a Matteo Franconi in qualità di portavoce del progetto. Una figura, quella di portavoce, che vedrà alternarsi tutti gli amministratori coinvolti, a simboleggiare la perfetta parità di importanza dei Comuni protagonisti.
«Sono soddisfatto – conclude Franconi – perché prima di tutto era fondamentale trovare la condivisione di idee e di aspettative, mettere in chiaro la volontà comune di creare qualcosa di importante, un modo d’azione capace di migliorare la qualità della vita dei cittadini della Valdera. Siamo solo all’inizio, ma la partenza promette molto bene». Visibilmente soddisfatti, al termine della riunione, anche gli altri sindaci invitati al tavolo. Rimane da valutare la posizione di Santa Maria a Monte, amministrata da Ilaria Parrella, attualmente fuori dal progetto, che però potrebbe inserirsi in corsa e prendere parte alla stretegia che punta a unire la Valdera per aumentarne le potenzialità in più settori e quindi a moltiplicarne le opportunità di crescita.
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