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La Cgil: vanno riattivate le specialistiche perdute

La Cgil: vanno riattivate le specialistiche perdute

Dopo le polemiche il sindacato si rivolge alla politica: «L’assistenza domiciliare c’è già e funziona molto bene»

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pomarance. Sulla riorganizzazione del servizio infermieristico domiciliare nelle Case della salute di Pomarance e Castelnuovo, estendendolo anche al fine settimana (su cui stanno polemizzando da giorni la maggioranza e il gruppo di opposizione Democrazia civica), la Funzione pubblica della Cgil fa alcune precisazioni, in quanto «il messaggio che viene divulgato attraverso lo scontro politico locale appare approssimativo e distorto. Lascia intendere che l’attuale attività svolta dagli infermieri impegnati sul territorio sia inefficace e insufficiente ai bisogni dei cittadini».

Mentre il sindacato intende valorizzare «l’attuale organizzazione e la qualità del servizio erogato» dal personale infermieristico, sia al domicilio sia nelle Case della salute.

Secondo la Cgil il personale è «impegnato proficuamente con attività programmate per l’intera giornata dal lunedì al sabato mattina», oltre a prevedere, nel caso fosse necessario, come ad esempio per terapie «non rinviabili al lunedì successivo, assistenza al sabato e domenica». Nel fine settimana è presente la guardia medica, a cui la normativa attribuisce anche competenze di tipo infermieristico. Le nuove disposizioni della Regione attribuiscono all’infermiere un ruolo sempre più fondamentale nell’assistenza domiciliare ai cittadini. «Un’eventuale riorganizzazione – secondo la Funzione pubblica Cgil – deve sempre partire da una rilevazione dei bisogni del cittadino e quindi da progetti concreti e sostenibili. E non su semplici concetti legati all’articolazione degli orari di lavoro che, oltretutto, hanno per natura contrattuale l’obbligo di avvenire di concerto con le organizzazioni sindacali».

Per questo, i rappresentanti dei lavoratori sottolineano «la peculiarità del servizio attualmente svolto dagli infermieri» e la necessità di renderlo omogeneo su tutto il territorio dell’attuale Società della salute. «Saremmo soddisfatti se la politica locale si preoccupasse di attivarsi per riportare nelle Case della salute le attività specialistiche che si stanno perdendo in questi anni – aggiungono dalla Cgil – oppure prodigarsi nei confronti di Asl e Regione per l'attuazione degli impegni assunti rispetto all'area chirurgica, dato che gli interventi anziché aumentare sono diminuiti».

Il sindacato, quindi, suggerisce agli amministratori locali e alla politica di «adoperarsi affinché la specialistica ambulatoriale pubblica torni a essere fruibile ai cittadini, sempre più sono costretti a trovare risposte rivolgendosi a strutture private o a strutture pubbliche lontane decine di chilometri». —

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