Sicurezza
Quei dissuasori di velocità messi dove servono poco
Casati fa il “censimento” degli interventi sui 6 km di strada da Terricciola alla Cascina
la protesta
Circa sei chilometri misura il tratto di strada che unisce Terricciola alla valle della Cascina per andare a Ponsacco e oltre. Una strada stretta con molte curve e semicurve e un continuo saliscendi con limitata visibilità. Lungo il percorso, oltre alle scuole comunali, incroci pericolosi a Morrona, Stibbiolo, Soiana, Soianella. E ai bordi numerose abitazioni in particolare tra Soiana e Soianella: due frazioni separate da dieci metri di strada. Di recente, è spuntata una nuova località: Aia Bianca, una decina di case in 25 metri di strada.
La nuova giunta comunale di Terrcciola ha ritenuto installare un semaforo provvisorio nell’attraversamento di Soianella dove «causa continui ingorghi». Lo afferma Marcello Casati della Uil Pisa, che però spera che «il semaforo resti per sempre. In più sono stati installati quattro dissuasori, di quelli che rovinano gli ammortizzatori e la schiena degli anziani. Due di essi – prosegue – a Stibbiolo, bivio per Santo Pietro Belvedere, tutto sommato una cosa utile per la curva pericolosa esistente. Quello che non capisco è perché in molti stanno protestando per la scelta di mettere due dissuasori a 20 metri l’uno dall’altro ad Aia Bianca, dove non ci sono incroci o curve. Mentre non ci sono 200 metri più avanti, a Soianella, c’è un bivio pericoloso per andare alla Fraschetta e a Casciana Terme».
«Niente anche a Morrona, in una curva assai pericolosa al bivio per salire in centro con fermata dei pullman. Niente - continua Casati - davanti alle scuole comunali, a Soiana, al bivio pericoloso per la Chientina e per il centro». Gli amministratori rispondono che hanno fatto la scelta su richiesta degli abitanti del posto. A Morrona in via Galilei, «dove abitano 24 famiglie compreso il sottoscritto, sono dieci anni che chiediamo di mettere in sicurezza il tratto di via del Chianti, oggi al buio, tra il paese e il cimitero. Una strada stretta con curve a gomito e senza marciapiedi, percorsa a piedi dai nostri anziani che si recano al cimitero». —
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