Mancano i vaccini, l’Unione Valdera sospende due bimbi dagli asili nido
Il provvedimento è stato adottato in automatico in base alla legge Lorenzin e scatterà da martedì 7 gennaio
PONTEDERA. Nuovo anno, vecchie questioni. Anche in Valdera, dopo un periodo durante il quale poco si è parlato di vaccini anche a livello nazionale, la questione torna alla ribalta. Motivo? La decisione da parte dell’Unione Valdera di attuare una doppia sospensione, a partire da martedì 7 gennaio, dalla frequenza dall’asilo nido di due bambini risultati non in regola con la propria posizione vaccinale. Una decisione che, ovviamente, è stata presa in base alla normativa vigente – la cosiddetta Legge Lorenzin, del 2017 – che prevede l’obbligo della vaccinazione per le iscrizioni all’asilo nido e alla scuola materna e, con modalità diverse, anche per le scuole elementari, le medie e il biennio delle scuole superiori. Un modo per garantire sicurezza ai minori.
IL PROVVEDIMENTO. Ad agire, come detto, è l’Unione Valdera, che per i Comuni associati gestisce in maniera unitaria i servizi educativi rivolti alla prima infanzia. «La decisione è stata presa come previsto dalla legge, non c’è alcuna stranezza – specifica Arianna Cecchini, sindaco di Capannoli e presidente dell’Unione Valdera – grazie ai controlli che vengono regolarmente svolti è stato possibile registrare due casi in cui si è presentata una discrepanza per quanto riguarda i piani vaccinali dei bambini». Ovviamente, per questioni di privacy, non è dato sapere il Comune (o i Comuni) dove si trova il nido (o i nidi) dei due casi. «Sono state fatte le dovute verifiche – continua – data la mancanza di un piano di vaccinazione concordato con l’Usl o con il proprio pediatra, dopo un avvertimento senza riscontro positivo, la sospensione era necessaria».
IL PIANO DI RIENTRO. Ovviamente, come specificato all’interno della doppia determina emanata dall’Unione Valdera, i bambini in questione rimangono iscritti e potranno essere riammessi alla frequenza dopo aver regolarizzato la propria situazione vaccinale. «Naturalmente – prosegue Cecchini – c’è la possibilità di concordare un percorso vaccinale che permetta al bambino di rientrare al nido». Anche perché, alcuni problemi di salute dei neonati possono, talvolta, costringere i genitori ad una diversa programmazione dei vaccini. «Può capitare che i bambini abbiano un proprio piano vaccinale personalizzato – afferma – ma occorre concordarlo con l’Usl o con il pediatra». In questo caso, dunque, mancava un vero e proprio piano vaccinale, che non è stato predisposto neppure entro il 31 dicembre, termine ultimo stabilito dall’Unione.
UN AIUTO PER TUTTI. In Toscana, grazie all’anagrafe vaccinale regionale, è possibile intervenire in modo tempestivo qualora si presentino situazioni non in regola con gli adempimenti. E il meccanismo è automatico: l’acquisizione delle informazioni sullo stato vaccinale dei minori avviene, infatti, mediante lo scambio diretto fra le pubbliche amministrazioni. «Quando le scuole vengono informate su casi come questi hanno il dovere di agire – conclude Cecchini – i controlli, del resto, servono a garantire una fruizione sicura da parte di tutti i bambini dei servizi educativi erogati dall’Unione Valdera». Proprio per questo, nel 2017, la Legge Lorenzin aveva come obiettivo l’innalzamento dei valori di copertura vaccinale al 95%, utile per garantire la cosiddetta “immunità di gregge”, che protegge anche i bambini che, per motivi di salute, non possono vaccinarsi.
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