Sicurezza
«Gli aumenti graveranno sulle famiglie»
Critiche di “Per Volterra” alla giunta del sindaco Santi «Non ci sono misure per combattere la piaga del calo demografico»
VOLTERRA. «Aumento dell’Irpef, aumento dei servizi scolastici e aumento dell’indebitamento». Sono questi gli elementi sostanziali del bilancio per il 2020 del Comune di Volterra secondo Roberta Benini, capogruppo di opposizione della lista Per Volterra. «Piuttosto che una manovra pensata per dare un rilancio alla città, niente di sostanziale su infrastrutture di area, servizi, associazionismo, vitalità sportiva e giovani», spiega Benini che aggiunge: «Un bilancio che peserà molto sulle spalle e nelle tasche dei cittadini volterrani e sulle famiglie».
Secondo la capogruppo, «l’aumento delle spese per i servizi scolastici e per le mense si ripercuote soprattutto sulle famiglie più lontane dagli istituti e serve a far cassa, visto che il servizio non è stato aumentato o diversificato. A questo si aggiunge l’aumento che graverà su ogni alunno ed ogni pasto delle mense scolastiche, che passa a 4 o 6 euro in base alle fasce di appartenenza. Interventi che non possono certo passare come “dovuti” o nell’interesse dei volterrani, come ci è stato detto dal sindaco, visto che saranno proprio i cittadini a pagare nel concreto gli incrementi voluti dalla giunta Santi e votati da tutta la maggioranza in consiglio».
Sull’Irpef, «che passa da una tassazione progressiva in base al reddito, all’applicazione di una tariffa unica dello 0,78». Si tratterebbe di «un aumento consistente, soprattutto per le fasce più deboli, la cui tariffa e tassazione viene incrementata di quasi il 17%. A differenza degli aumenti precedenti questo sarà un incremento che colpirà tutti i cittadini in base al reddito, non differenziando più, come accadeva prima, la percentuale da applicare in base a fasce preordinate, ma mettendo sullo stesso piano chi guadagna più di 75.000 euro annui con chi ne guadagna 10.100».
E infine, l’indebitamento. «Con la stipula di 1.239. 000 euro di mutuo per il 2020, grazie ad un totale di nuovi mutui pari ad Euro 3.179.000 di qui al 2022, passerà da 213,44 euro del 2018 a ben 518,15 euro nel 2022 (rapportati ad una previsione della popolazione di 10.000 abitanti del 2022 che si basa sui dati attuali e non su quelli che saranno effettivi) – dice ancora Benini – Mutui che saranno per lo più destinati alla gestione ordinaria, considerato che non sono previste visioni innovative. Nessuna menzione sui servizi essenziali. Una politica non certamente espansiva, che non tiene minimamente di conto del fatto che la popolazione comunale, arrivata adesso alle 10.000 persone, ben presto scenderà sotto questa soglia, producendo a catena effetti negativi proprio su quei servizi che andrebbero tutelati ed incrementati». —
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