Proteste
Dà un morso all’operatore del pronto soccorso
Oltre all’infermiera strattonata c’è un altro dipendente costretto a restare a casa per venti giorni per una lesione alla mano. Scatta la denuncia
PONTEDERA. Saranno due le querele presentate dal personale del pronto soccorso dell’ospedale Lotti dopo l’aggressione avvenuta la sera di giovedì. Non è soltanto l’infermiera che è stata strattonata dal genitore di una paziente a volersi tutelare con una denuncia. Uno degli operatori che ha cercato di difenderla è stato morso su una mano dal cittadino che non voleva saperne di aspettare il suo turno.
Nella notte l’operatore non ha fatto niente, oltre alla segnalazione all’azienda sanitaria, come emerge dalla denuncia del Nursind. Alcune ore dopo però, visto che continuava ad avere dolore alla mano, è tornato al pronto soccorso ma questa volta come un normale utente. Gli è stata riscontrata una infrazione 20 giorni alla mano. Giorni in cui dovrà assentarsi dal lavoro. Neppure la tranquilla provincia sembra salvarsi da quella che è diventata una emergenza nazionale e che riguarda la sicurezza degli operatori sanitari e sociosanitari. Per cercare di mettere un freno a questa situazione l’Asl si è affidata a una guardia privata che resta in servizio al pronto soccorso anche se la sera dell’aggressione non era presente quando il cittadino ha dato in escandescenza.
«Il problema è sul territorio dove purtroppo le forze dell’ordine non sono sempre presenti forse per mancanza di personale – ha scritto ieri sui social una infermiera che è stata aggredita poche settimane fa su un intervento – Non molto tempo fa ho subito un aggressione, le forze dell’ordine che avrei dovuto trovare sul posto non c’erano e non sono arrivate neppure dopo l’aggressione subita. Voglio pensare che fossero impegnati in altri servizi. In ogni caso vi assicuro che si lavora male molto male, sempre più persone sono aggressive e pericolose». –
S. C.
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