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dossier entro il 2 marzo 

Quarantatré rivali, una certezza «Volterra è pronta alla sfida»

P.Fa.
Quarantatré rivali, una certezza «Volterra è pronta alla sfida»

Pubblicato l’elenco delle città in lizza come “Capitale italiana della cultura 2021” L’assessore Danti: «Non è un concorso di bellezza, vincono i progetti: vedremo»

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volterra. Quarantatré sfidanti, dalle grandi città capoluogo di regione o di provincia fino ai piccoli centri carichi di storia e di tradizioni. E anche interi comprensori legati da identici modi di vita e cultura. Insomma, è l’Italia delle meraviglie. E Volterra sogna di guidarla: «C’è una bellissima concorrenza, ma noi siamo pronti a disegnare i piani strategici per la città del futuro. Anzi, siamo prontissimi». L’assessore comunale alle culture Dario Danti scorre l’elenco delle “rivali” nella corsa al titolo di “Capitale italiana della cultura 2021” (con Pisa, Livorno ed Arezzo a completare la pattuglia toscana), istituito dal ministro per i Beni e le attività culturali e per il Turismo Dario Franceschini, che viene conferito per la durata di un anno. La città vincitrice riceve un milione di euro per la realizzazione del programma presentato.

Danti non è sorpreso da un elenco così lungo: «Ce lo aspettavamo. Qualche sorpresa c’è, a cominciare da Arezzo. Ma per il resto sapevamo che la concorrenza sarebbe stata di alto livello. E comunque è un bene che ci siano così tante manifestazioni d’interesse: è un’occasione per confrontarsi e lavorare su progetti e idee per il futuro, per pensare alla rigenerazione di una città attraverso la cultura».

E Volterra è pronta: «Non stiamo parlando di un concorso di bellezza, dove mettere in mostra i propri tesori. Vincerà il miglior progetto. E noi siamo pronti a presentare il nostro, poi si vedrà il 2 marzo cosa accadrà». Il riferimento è al termine indicato dal Ministero per presentare i propri dossier di candidatura, che verranno esaminati da una giuria di sette esperti per arrivare entro il 30 aprile alla selezione di un massimo di 10 progetti finalisti da invitare in audizione.

La città Capitale Italiana della Cultura 2021 verrà scelta sulla base di questi colloqui entro il 10 giugno, quando la giuria indicherà pubblicamente al Ministro la candidatura più idonea da formalizzare con delibera del Consiglio dei Ministri. Serrata la concorrenza, si diceva. Vediamola regione per regione. Per l’Abruzzo L’Aquila; per la Basilicata Venosa; per la Calabria Tropea; per la Campania Capaccio, Paestum, Castellammare di Stabia, Giffoni Valle Piana, Padula, Procida, Teggiano; per l’Emilia Romagna: Ferrara, Unione dei Comuni della Bassa Reggiana, Unione dei Comuni della Romagna Forlivese; per il Friuli Venezia Giulia Pordenone; per il Lazio Arpino, Cerveteri; per la Liguria Genova; per la Lombardia Vigevano; per le Marche Ancona, Ascoli Piceno, Fano; per il Molise Isernia; per il Piemonte Verbania; per la Puglia Bari, Barletta, Molfetta, San Severo, Taranto, Trani, Unione Comuni Grecia Salentina; per la Sardegna Carbonia, San Sperate; per la Sicilia Catania, Modica, Palma di Montechiaro, Scicli, Trapani; infine per il Veneto Belluno, Feltre, Pieve di Soligo, Verona. —

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