Italia
Piace la Natività di “Maglietta” con il Genio e San Miniato «Forse è il mio ultimo presepe»
Rossi ha dedicato a Leonardo l’opera allestita all’Hotel Miravalle che sarà visitabile fino al 19 gennaio: «Devo liberare i locali per i lavori»
arte e solidarietÀ
Mai come stavolta, forse, per capire davvero il presepe del sanminiatese “Maglietta”, al secolo Mario Rossi, è necessario dedicare un po’ di tempo in più, per fermarsi e coglierne i dettagli, cercando di intuire i tanti simboli di una Natività fuori dal comune. Una tradizione che Rossi ripete a San Miniato da 47 anni, cercando ogni volta di non limitarsi alla semplice rappresentazione di un evento passato, ma puntando piuttosto a creare un viaggio ricco di messaggi, sull’oggi e sul significato più vero del presepe, alle quali si aggiunge quest’anno il grande omaggio al genio di Leonardo da Vinci, scelto da come filo conduttore del presepe 2019 in occasione dei 500 anni dalla morte dell’artista.
Il presepe, allestito nei locali al piano terra dell’hotel Miravalle, antico palazzo dei vicari (destinato presto ad accogliere nuovi spazi a servizio dell’albergo), resterà visitabile tutti i giorni ad eccezione del lunedì fino a domenica 19 gennaio, dalle 10 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 19. Inaugurata l’8 dicembre alla presenza del sindaco Simone Giglioli e del vescovo Andrea Migliavacca, la Natività di Rossi ha già raccolto tanti visitatori, molti dei quali anche da fuori regione, proponendo anche stavolta un viaggio fra ambienti e scenografie a grandezza naturale, dove le scene classiche del presepe si arricchiscono di luoghi e richiami continui alla vita e agli studi di Leonardo.
«Studi che lo portarono anche a San Miniato – ricorda Rossi – alla ricerca delle conchiglie fossili che dimostravano la presenza di un antico fondale marino». È così che lungo il percorso, assieme agli scenari della Palestina del primo secolo, si incontrano anche le torri del castello di San Miniato ma soprattutto la bottega del Verrocchio, vera fucina di artisti dove lo stesso Leonardo trovò la sua consacrazione, arrivando poi allo studio del genio di Vinci con i suoi disegni e le sue invenzioni. Anche la scena della Natività rimanda al rapporto tra Leonardo e la madre Caterina, rappresentata di fronte alla mangiatoia. «Quello di quest’anno – spiega Rossi – sarà forse il mio ultimo presepe, dato che già mi era stato chiesto di liberare questi locali in vista dei lavori. Ringrazio comunque il sindaco e l’albergo per avermi dato questa possibilità, insieme all’amico Sergio Cappelli che mi ha aiutato e all’artista Sauro Mori che ha firmato il manifesto». Dedicato alla memoria del piccolo Vittorio Bastianelli, l’11enne de La Scala morto tre anni fa, il presepe di Rossi destinerà anche quest’anno le offerte dei visitatori alla Fondazione Airc per la ricerca sul cancro. —
Giacomo Pelfer
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