Ancora un morto per il super batterio paziente in gravi condizioni a Pontedera
Due nuovi casi (tra cui un decesso) in pazienti che erano stati ricoverati al centro dell’Auxilium Vitae di Volterra
PONTEDERA. Due nuovi casi di infezione nel corso delle ultime tre settimane. Il super batterio continua a fare vittime, anche se l’epidemia, che aveva raggiunto i massimi picchi in estate, sembra sotto controllo. Tutti e due i nuovi casi di New Delhi si riferiscono a pazienti (un uomo e una donna) che sono stati ricoverati al centro di riabilitazione Auxilium Vitae di Volterra. La donna è morta il 7 dicembre. L’altro nuovo caso, invece, risale a pochi giorni fa, al 27 dicembre. Entrambi i pazienti avevano già patologie importanti che li hanno fortemente debilitati e quindi potenzialmente più esposti al rischio di infezioni da batteri resistenti. La scorsa notte, inoltre, un anziano con gravi problemi di salute e già curato per il New Delhi è stato ricoverato all’ospedale Lotti di Pontedera in seguito ad un peggioramento delle sue condizioni.
L’Agenzia regionale di sanità della Toscana, impegnata nel monitoraggio continuo del fenomeno, nell’ultimo report che risale al 25 dicembre rileva che, tra il novembre 2018 e il 23 dicembre 2019, gli enterobatteri Ndm (abbreviazione di New Delhi Metallo beta-lactamase) sono stati isolati nel sangue di 150 pazienti in tutta la regione. Anche se ci sono stati nuovi casi a Volterra e Pontedera (in un centro privato), i numeri dicono che la situazione è sotto controllo nelle strutture dell’Asl Nord Ovest. Nel complesso, il batterio è risultato letale nel 33% dei pazienti con sepsi, anche se non tutti i decessi sono dovuti all’infezione specifica. A dirlo è il dottor Tommaso Bellandi, direttore dell’unità operativa complessa Sicurezza del paziente dell’azienda Asl Toscana Nord Ovest. «L’epidemia in questa fase è sotto controllo. È vero che nell’estate il batterio ha colpito tutti gli ospedali, così come le residenze per anziani e i centri di riabilitazione, ma in questa fase, stando anche ai dati diffusi dall’Ars, oltre a quelli dell’Asl, ci dicono che il lavoro svolto per rallentare la diffusione del batterio sta dando i primi risultati».
Il contagio è ancora in corso, ma le azioni intraprese per interrompere la trasmissione del super batterio sono quelle corrette. Oltre a ribadire la necessità di contenere l’uso di antibiotici, come indicato dalla Regione, è stato fatto partire un maxi screening (con tampone) su gran parte dei ricoverati in ospedale. Sono stati isolati in appositi reparti i pazienti contagiati ed è stata rafforzata la pulizia (a cominciare da quella delle mani). «Lo screening è importante – spiega Bellandi – ci permette di avere un’idea del numero dei pazienti colonizzati, che possono così essere isolati quando arrivano in un ospedale o in una struttura. Alla fine dell’anno si stima che i pazienti colonizzati siano mille in tutta l’area vasta Nord Ovest».
È stata modificata l’assistenza negli ospedali e quella sul territorio, sono stati fatti interventi con gli specialisti per uno uso appropriato degli antibiotici. L’elevato uso di antibiotici - è stato ormai verificato - provoca la resistenza dei batteri come il New Delhi. «È stato rafforzato il personale dell’assistenza con 21 infermieri in più. Con una maggiore assistenza si abbassa il rischio di trasmissione. Sono stati potenziati i laboratori di Pontedera, Lucca e Livorno e acquistati nuovi strumenti che permettono di ridurre i tempi di esecuzione del tampone dello screening. È stata rafforzata la formazione del personale per chiarire cosa significa avere a che fare con questo tipo di germi», continua Bellandi.
L’igiene al primo posto. Per rompere la catena di trasmissione è sufficiente un gesto semplice come è quello di lavarsi le mani spesso. «Se l’epidemia è sotto controllo – aggiunge il medico – è grazie all’impegno che c’è stato anche da parte della popolazione. Insieme si può fare la differenza. A Pontedera, lo sappiamo, le Medicine hanno problemi di spazio, a volte devono appoggiare i pazienti in altri reparti, ma grazie alla collaborazione di tutti stiamo avendo una buona risposta». —
Sabrina Chiellini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
