Il Tirreno

Pontedera

«Difendete i distaccamenti con la vostra presenza»

S. C.
«Difendete i distaccamenti con la vostra presenza»

L’invito di Dino Martelli, ex Priore della Misericordia di Lari e tra i fondatori degli emergentisti poi confluiti nei vigili del fuoco volontari, oggi lasciati a piedi

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LARI. Dino Martelli era Priore della Misericordia di Lari quando nel 1998 da una costola del gruppo degli emergentisti della Misericordia stessa venne fondato il distaccamento volontario dei vigili del fuoco. Un esperimento pilota per un distaccamento nato per vedere lavorare fianco a fianco vigili del fuoco ed emergentisti. Oggi quel distaccamento, tenuto in piedi dall’impegno di tante persone, è chiuso. Non ha mezzi per effettuare interventi di emergenza. Eppure una situazione come quella che c’è in provincia di Pisa per i pompieri volontari non pare abbia eguali in altre realtà.

La questione ormai investe anche la politica. Soprattutto ora che la chiusura dei distaccamenti è diventata nota a tutti, dopo mesi in cui gli stessi volontari avevano sperato in una soluzione rapida del problema e forse anche per questo si erano sottratti ad ogni polemica. I primi passi per l’apertura dei distaccamenti sul territorio li hanno fatti i sindaci della Valdera, attraverso accordi e protocolli che coinvolgono anche il comando provinciale dei vigili del fuoco. Nessuno, inutile negarlo, si aspettava la paralisi delle attività.

Come si è arrivati a questa situazione? Lo abbiamo chiesto a Martelli, veterano del soccorso civico, sia per quanto riguarda il ruolo del volontariato nel 118 che per gli emergentisti poi confluiti nei vigili del fuoco. «Non conosco tutti i passaggi della vicenda – dice – certamente quello che succede in questi giorni non fa bene ai nostri paesi e al territorio più in generale». Anche se Martelli ha lasciato la guida della Misericordia ormai da tempo, non manca mai di informarsi sulle realtà di cui è stato protagonista a lungo. «Vedere il distaccamento dei vigili del fuoco chiuso mi dà un dispiacere e mi fa pensare».

Martelli avrebbe voluto difendere l’autonomia degli emergentisti. Valutazioni politiche e spinte che arrivavano dal modo del volontariato sono andate in altre direzioni. «Ai giovani che oggi sono iscritti come vigili del fuoco volontari e che prestano servizio a Lari mi sento di dire poche cose – aggiunge – Una in modo particolare: non tenete chiuso il distaccamento. Anche se non avete mezzi per spegnere gli incendi, se avete solo una campagnola e non l’autobotte per i soccorsi urgenti, fatevi vedere al distaccamento. Tenetelo aperto, facendo i turni. Quando una ditta va male gli operai non se ne vanno. Organizzano un presidio, chiedono che l’azienda non venga smantellata». L’invito dunque è quello di non abbassare la guardia. Impossibile per Martelli elencare i numerosi interventi in cui i pompieri “civici” sono stati di fondamentale importanza, pur svolgendo un’azione a supporto degli effettivi. «Spero che alla fine venga trovata una soluzione, che questa esperienza non vada perduta».

Gli stessi sindaci che da mesi chiedono garanzie per la riapertura dei distaccamenti, come quello di Ponsacco e Lari, stanno cercando di capire cosa succede in altre provincei e nelle regioni dove sono stati aperti nel corso degli anni i distaccamenti volontari, nell’ottica di una collaborazione con il Corpo dei vigili del fuoco e di conseguenza con i pompieri effettivi. I distaccamenti poi non sono aperti 24 ore su 24, i volontari, a differenza del personale permanente, non sono vincolati da un rapporto di impiego e svolgono la loro attività ogni qualvolta se ne manifesti il bisogno.

Impossibile, per chi ha visto nascere queste esperienze, non chiedersi cosa ci sia dietro allo stop forzato dei distaccamenti e alla mancanza dei corsi di formazione per nuovi volontari dei vigili del fuoco. Così come lascia senza parole il fatto che solo a distanza di due mesi dal blocco dei mezzi in dotazione dei presidi sul territorio la notizia sia diventata pubblica. –

S. C.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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