Gioco
Promozione ma anche tutela del tartufo: stavolta il bando è aperto alle associazioni
Cauto l’agronomo Franchi «Rischiamo di non avere un ritorno, ma parteciperemo» Giglioli: «Giusto non limitarsi soltanto a fiere e mercati»
SAN MINIATO. «Qualche dubbio sull’applicabilità, ma è positivo che si apra finalmente alle associazioni». Questo il succo dell’analisi che l’Associazione tartufai fa del nuovo bando annunciato dalla Regione per l’elargizione di 108mila euro per la promozione e protezione del pregiatissimo fungo ipogeo, autentica bandiera sanminiatese.
Non una novità di per sé, se non fosse che per la prima volta il bando apre le porte anche all’associazionismo legato al tartufo, in un’ottica che non guarda solo alla promozione, quanto anche al ripristino ambientale delle aree tartufigene. Il totale dei fondi stanziati saranno infatti divisi tra queste due opzioni: 60mila euro per gli interventi del primo tipo, quindi promozione del tartufo quali fiere, manifestazioni, mostre mercato ed esposizioni; 48 mila, invece, per la tutela ambientale. «Stiamo vagliando l’applicabilità del bando. Come organizzazione al momento abbiamo 5-6 progetti in formazione, solo alcune delle clausole rischiano di non rendere appetibile la partecipazione – dice Guido Franchi, agronomo e vicepresidente dell’associazione tartufai di San Miniato –. La somma totale prevista di 48mila euro, poi viene divisa in lotti da 7 mila euro massimi a progetto: poco. Ci si potrà pagare l’Iva, ma per il progetto e le pratiche ci son dei costi importanti, visto anche che adesso le associazioni per determinati lavori devono per forza rivolgersi a professionisti esterni. Inoltre il bando in questione prevede che le aree su cui effettuare lavori di ripristino per 5 anni poi debbano essere aperte alla ricerca di chiunque; in questo modo le associazioni rischiano di non avere alcun ritorno. In ogni caso come associazione sanminiatese parteciperemo».
Per la redazione della graduatoria, i criteri di valutazione, in entrambe le aree del bando, premiano i progetti elaborati in collaborazione tra più associazioni o tra associazioni e comuni. Per quanto riguarda gli eventi e le mostre, viene premiata la storicità e la rilevanza nazionale, cioè la capacità attrattiva. Per le opere di ripulitura delle zone tartufigene, invece, avranno priorità gli interventi che superano un ettaro di superficie e quelli a salvaguardia del tartufo bianco, il più pregiato.
Ottimista il sindaco di San Miniato Simone Giglioli. «Non concentrarsi solo su fiere e mercati è uno dei pregi di questo bando, al qualche come Comune abbiamo sempre partecipato in passato. Buona, poi, l’apertura alle associazioni – dice il primo cittadino –. Se c’è una cosa sulla quale poi dobbiamo investire è proprio la promozione e in questo l’iniziativa della Regione ci viene incontro. L’ultima edizione della Mostra, pur fortemente penalizzata dal maltempo, ha dato spunti su quale sia la via da seguire. Penso agli allargamenti dell’area interessata al Santa Chiara e a Palazzo Formichini». —
Nilo Di Modica
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