Il Tirreno

Pontedera

Il futuro di Fucecchio: "Lavori al palasport con i soldi di un privato e cinque ettari destinati alle nuove concerie"

Marco Sabia
Alessio Spinelli, sindaco di Fucecchio
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Alessio Spinelli, sindaco di Fucecchio

Il sindaco Spinelli tra presente e 2020: "La nostra è una città sicura. E il Palio deve diventare un evento nazionale"

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FUCECCHIO. Sta per andare in archivio un 2019 da “montagne russe” per Fucecchio, con tutta una serie di eventi che hanno animato la città di Montanelli: dal Giro d’Italia al Palio passando per le elezioni, con il riconfermato Alessio Spinelli che stila un bilancio positivo di tutta l’annata.

Sindaco, come sono stati questi primi 6 mesi del suo secondo mandato?

«Dopo una campagna elettorale nella quale ho capito quanto fosse fondamentale stare fra la gente ed ascoltarla, devo dire che ci siamo rimessi in moto, rinnovando parzialmente la squadra degli assessori e anche quella dei dirigenti. E abbiamo già fatto molto: la pista ciclabile alle Botteghe, il campo in sintetico a Fucecchiello, i marciapiedi di via Tea e Pacchi che sono praticamente completati e il progetto (in fase avanzata) per la nuova palestra dell’istituto Checchi. Ma in quest’annata abbiamo avuto anche altre soddisfazioni: il sogno di una nuova piazza Montanelli pagata dal Cipe (cioè dallo Stato) e “battezzata” dal Giro d’Italia è stata una “ganzata”».

Qual è stato l’impatto dell’evento?

«Ha risvegliato un certo movimento nel centro cittadino, coi commercianti che stanno tornando ad investire. Da parte nostra continueremo con l’opera di riqualificazione del centro: le vie laterali della piazza, via Checchi, piazza Amendola e corso Matteotti. Mi auguro che entro la fine del mio secondo mandato tutto questo sia completato».

Quali sono le sfide del futuro?

«Penso al lavoro: l’amministrazione non può certo aprire una fabbrica ma deve fare in modo che ci siano le condizioni per fare impresa. In questo senso abbiamo approvato la seconda variante al regolamento urbanistico che individua 50mila metri quadrati destinati a nuove concerie nella zona del depuratore di Cappiano. A questo si aggiunge l’aver sostenuto la creazione di un nuovo indirizzo – il calzaturiero – che servirà per formare i nostri tecnici del futuro, che tanto servono alle imprese. Senza dimenticare la nuova palestra realizzata dalla Città Metropolitana e gli interventi al palazzetto dello sport: appena sarà pronto il project financing per il rinnovamento totale dei nostri lampioni l’azienda offrirà come “bonus” la sistemazione della copertura del palazzetto (alle prese con le infiltrazioni, ndc».

E la pista di atletica dello stadio Corsini?

«Nei prossimi due anni vorrei arrivare ad una soluzione definitiva, magari riuscendo ad attingere a fondi regionali. Nel caso non fosse possibile ci muoveremo con risorse proprie, si tratta di una spesa di 150mila euro».

Fucecchio è il Comune cerniera fra Comprensorio ed Empolese: questo cosa implica?

«Secondo me sarebbe importante unire le forze di queste due zone, che se messe assieme ci farebbero diventare la più importante area economica della Toscana; se ci si pensa Santa Croce, Castelfranco e San Miniato hanno una tradizione fiorentina come noi».

Ma Fucecchio è un comune poco sicuro?

«A volte ho sentito dire che Fucecchio è il Bronx: ecco, chi dice ciò andrebbe denunciato. Recentemente mi sono confrontato con esponenti delle forze dell’ordine che prestano servizio in altre zone d’Italia e mi hanno certificato che lì la situazione è ben diversa e peggiore. A Fucecchio possiamo girare liberi e senza pensieri; forse a qualcuno converrebbe che la gente stesse chiusa in casa per la paura, perché fondamentalmente non ha nient’altro da proporre per il futuro della nostra città. Fucecchio – ma non solo – soffre per il maxi problema dello spaccio».

Come pensa di contrastarlo?

«Per le Cerbaie stiamo preparando delle azioni atte a scoraggiare i consumatori, che sono poi quelli che alimentano questo mercato parallelo. Il nostro bosco deve tornare ad essere vissuto e vivibile e le istituzioni devono far sì che il lavoro delle forze dell’ordine non venga vanificato da norme troppo permissive, come quelle sul quantitativo di droga ad uso personale».

Non si è parlato di Palio: quale futuro?

«Dobbiamo fare un grande passo in avanti, riuscendo tutti assieme a farle diventare un evento di rilevanza nazionale, con l’aiuto di sponsor privati o del ministero. Il suo valore aggregante deve essere riconosciuto oltre i nostri confini».

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di Redazione web