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Segre cittadina onoraria: sì all’unanimità nel giorno della revoca a Mussolini

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VICOPISANO. Sì a Liliana Segre, no a Benito Mussolini. Il consiglio comunale di Vicopisano ha approvato all’unanimità la mozione del gruppo di maggioranza “Vicopisano in cammino”, presentata dal vicesindaco Andrea Taccola, per il conferimento della cittadinanza onoraria a Liliana Segre per la sua opera di testimonianza e di mantenimento della memoria del genocidio nazifascita, di cui fu vittima insieme alla sua famiglia, e per l’impegno nella difesa dei diritti umani e contro ogni discriminazione e razzismo. Contestualmente il consiglio ha revocato la cittadinanza a Mussolini

«L’amministrazione comunale di Vicopisano – si legge nella mozione approvata nella seduta del 23 dicembre – ha sempre tenuto in alta considerazione la Memoria, affidando una delega specifica a Taccola, affinché siano organizzate tutte le iniziative e le attività indispensabili per tramandarla alle giovani generazioni, diffondendo e tenendo viva la conoscenza e sensibilizzando sempre di più la comunità».

«In questa ottica – spiega il sindaco, Matteo Ferrucci, che ha la delega alla scuola – abbiamo dato a sempre più studenti e studentesse dell’istituto comprensivo Ilaria Alpi, grazie alla collaborazione con Anpi e con l’associazione Festa Medievale, la possibilità di partecipare ai pellegrinaggi ai campi di stermino di Germania e Austria. Con Aned-Associazione nazionale ex deportati organizziamo spettacoli ed eventi in occasione della Giornata della Memoria e del Giorno del Ricordo per commemorare l’eccidio della famiglia Petri». «Liliana Segre – sottolinea il vicesindaco Taccola – incarna i valori della Costituzione e la sua attività è essenziale anche per la nostra comunità. Basti pensare a come sa comunicare con i giovani, in modo peculiare e straordinario, e questo è un bene prezioso e irrinunciabile. È una dei 25 sopravvissuti dei 776 bambini e bambine italiani, di età inferiore ai 14 anni, che furono deportati nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, dopo essere stata espulsa dalla scuola elementare a 8 anni, a causa delle leggi razziali fasciste, e dopo aver dovuto vivere nascosta prima di essere arrestata. Dal 1990 – conclude TAccola – si è resa disponibile a partecipare ad alcuni incontri nelle scuole e da allora è diventata una testimone fondamentale, ricevendo molte onorificenze tra le quali quella di senatrice a vita su nomina del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Inoltre ha continuato a scandagliare la storia e la contemporaneità promuovendo campagne per i diritti umani». —

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