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La missione per il teatro di Cascina: «Lavoro tutti i giorni senza prendere un euro»

Cristiano Marcacci
Antonia Ammirati, presidente della Fondazione Sipario Toscana
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Antonia Ammirati, presidente della Fondazione Sipario Toscana

La lotta contro i debiti di Ammirati, da febbraio 2018  presidente della Fondazione Sipario Toscana  

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CASCINA. In un mondo dove ormai nessuno fa più niente per niente è sicuramente da oscar la storia di Antonia Ammirati, colei che dal febbraio 2018 è alla guida de “La Città del Teatro” di Cascina, ricoprendo il ruolo di presidente della Fondazione Sipario Toscana. Per il suo incarico Ammirati non percepisce alcun indennizzo. Non incassa alcuna retribuzione. Non si mette in tasca nemmeno un euro. Nonostante questo, è “sempre al pezzo”, come si dice. È operativa in tutto e per tutto. Per qualsiasi problema o qualsiasi decisione da prendere non c’è bisogno di telefonarle o di rintracciarla chissà dove. C’è solo da bussare ed entrare nel suo ufficio a Cascina, all’interno della stessa cittadella del teatro, perché lei, infatti, c’è sempre. C’è tutti i giorni. Un’assoluta anomalia, che si spiega solo con la passione che anima la presidente. «Molti mi prendono per matta – ci dice – ma non ci posso fare niente. Sono fatta così. Sono pazza di lavoro, per me il teatro è un’autentica missione e sono continuamente animata e mossa da un forte senso di responsabilità. Le sfide mi piace affrontarle pancia a terra, son per fare le cose perbene».. In effetti, quella di Ammirati è davvero una sfida. “La Città del Teatro” che lei si è ritrovata a gestire doveva e deve essere rilanciata e salvata dalle secche della crisi, sia di spettatori che, soprattutto, di risorse. Per anni la struttura è stata una macchina di debiti. Basti pensare che sui conti del bilancio pesano ancora quattro ingiunzioni provenienti dal passato che equivalgono complessivamente ad alcune centinaia di migliaia di euro. A fronte di tutto questo, la gestione relativa al 2018 ha chiuso con un utile di 40mila euro.

«I risultati che stanno arrivando – dice Ammirati – testimoniano indiscutibilmente il fatto che un teatro come quello di Cascina debba essere seguito costantemente, altrimenti è destinato pian piano a morire. Io l’ho ereditato con problemi seri, non solo economici ma anche strutturali, e giorno dopo giorno sto cercando di migliorare le cose. Insieme a me stanno lavorando i due componenti il consiglio d’amministrazione Andrea Ferretti e Matteo Arcenni e il direttore Luca Marengo, a cui va senz’altro il merito di aver ridato un’anima artistica al teatro cascinese». —




 

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