Il Tirreno

Pontedera

per la morte di Maurizio Fratello 

Travolto e ucciso, va avanti il processo

S.C.

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PONTEDERA. Va avanti il processo per fare chiarezza sulle responsabilità nell’incidente mortale costato la vita a Maurizio Fratello, 35 anni, parrucchiere di Pontedera. A giudizio è finito Stefano Rosselli, cinquantenne di Santa Maria a Monte. Rosselli, che ha una grave forma di diabete, fu coinvolto in un incidente due anni prima di investire Fratello. E soprattutto nello stesso anno finì al pronto soccorso per un picco glicemico simile a quello che gli causò il coma diabetico mentre era alla guida. In tribunale ieri mattina sono stati sentiti come testi i familiari e il medico curante, dottor Luciano Morosi, il quale ha affermato di non essere stato mai messo a conoscenza dal suo paziente di un episodio di perdita di coscienza da parte dell'imputato, verificatosi circa due anni prima dell'incidente. In quell’occasione Rosselli era svenuto in casa mentre stava guardando una partita di calcio. Se lo avesse saputo, ha detto il medico, lo avrebbe riferito alla Commissione medica Provinciale che gli aveva consentito il rinnovo della patente. È infatti risultato che Morosi non ha, in effetti, inserito quell'episodio nella relazione da lui redatta, poi trasmessa alla Commissione medica provinciale, la quale, due mesi prima del sinistro, aveva dato parere favorevole per il rinnovo della patente di guida del Rosselli. Il giorno della tragedia l’automobilista ebbe un malore abbastanza serio, era poi stato ricoverato dall'8 al 14 novembre 2012. Il processo è stato rinviato al 21 aprile 2020 per sentire gli altri testi e per l'esame dell'imputato. —

S.C.

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