La manifestazione
Divieti di sosta e multe per cacciare i clienti dal bosco dello spaccio
Sindaco pronto a firmare le ordinanze, oggi il via libera alla mappa «Ok il Daspo ai pusher ma dobbiamo colpire pure i consumatori»
FUCECCHIO. «Il bosco delle Cerbaie deve essere un luogo dove si va a far funghi, non a comprare la droga. È fondamentale stroncare la domanda di stupefacenti, mentre la legge si dovrebbe occupare di chi la immette sul mercato». Sulla questione dello spaccio delle Cerbaie il sindaco Alessio Spinelli batte continuamente il tasto, anche a seguito dei ripetuti incontri con la prefetta di Firenze Laura Lega. E proprio oggi – in commissione sicurezza – i componenti discuteranno i provvedimenti (alias ordinanze) che il Comune andrà ad adottare per andare a colpire i consumatori: verranno infatti individuate le strade “dello spaccio” (via Montebono, di Rimedio, Pesciatina le più colpite) e qui verranno emesse delle ordinanze di divieto di sosta e fermata (con relative multe), nel tentativo di scoraggiare chi arriva in quest’area per acquistare la dose giornaliera dai pusher nascosti fra le fronde del bosco. «Si tratta – spiega il sindaco – di una serie di provvedimenti atti a colpire chi reputa vantaggioso venire a comprare droga nelle Cerbaie. Verranno perimetrate le aree più a rischio e poi sarà preparata l’ordinanza che vieta sosta e fermata in orari da stabilire».
Il sindaco ha già accennato alla prefetta la strada che intende prendere e dopo le feste natalizie molto probabilmente l’ente comunale passerà dalle parole ai fatti. In aggiunta all’ordinanza – con annesse multe – per chi si ferma in certe zone, verranno portate avanti delle azioni di rimozione dei bivacchi degli spacciatori e di perlustrazione del bosco, nel senso di viverlo al posto di chi lo usa come nascondiglio per affari illeciti.
Senza dimenticare la questione del Daspo urbano, che invece si concentrerà sull’offerta di stupefacenti, cioè sugli spacciatori: qui la volontà è di allontanare i pusher dalle aree consuete di spaccio grazie a questo provvedimento introdotto dall’allora ministro dell’interno Marco Minniti. È evidente, infatti, il tentativo di cambio di passo: l’amministrazione – mentre le forze dell’ordine braccano gli spacciatori – vuol rendere loro indirettamente difficile la vita “lavorativa”, ponendo in essere quelle condizioni che sfavoriscono l’arrivo di clienti alla ricerca dello sballo quotidiano.
«È fondamentale – continua il sindaco – far capire agli spacciatori che lo Stato c’è e che interviene. Ma è altrettanto importante intervenire sui clienti, che sono poi quelli che alimentano questo mercato». Forse nei primi tempi in cui lo spaccio iniziava ad annidarsi nell’area non c’era la percezione che poi potesse radicarsi così velocemente e profondamente. Nelle Cerbaie la principale (e storica) piaga era stata la prostituzione, ma lo spaccio l’ha superata di gran lunga, nonostante i ripetuti arresti e sequestri di droga da parte delle forze dell’ordine (l’Arma ha portato a termine un numero cospicuo di blitz in questi anni). —
Marco Sabia
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