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Fogne a cielo aperto e rifiuti, nuovi guai nell’Ecomostro

S.C.
Fogne a cielo aperto e rifiuti, nuovi guai nell’Ecomostro

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PONSACCO. Dopo la pulizia straordinaria del parcheggio interno all’Ecomostro e dei locali di un seminterrato nel mega complesso di via Rospicciano, ridotti dalle famiglie che vivono nel palazzone ad una sorta di discarica abusiva, ora si scoprono anche fognature a cielo aperto. La gestione dell’immobile, al centro di una procedura fallimentare che oggi appare lontana dal concludersi, si rivela ancora una volta molto complessa. E ora il Comune di Ponsacco, dopo un sopralluogo dell’Asl che ha trovato vari sversamenti di liquami fognari, è stato costretto ad emettere un’ordinanza per chiedere al curatore fallimentare della società ex “Futura immobiliare” di ripristinare lo scarico fognario di ripristinare i necessari requisiti igienici. Anche se il Comune ha intimato al curatore di provvedere ai lavori, quest’ultimo potrebbe trovarsi nella condizione di non poter intervenire in quanto non ci sono i soldi per effettuare i lavori.

Intanto Giuseppe Giambra, 61 anni, imprenditore di origini siciliane e residente a Prato, resta agli arresti domiciliari per la vicenda conseguente al fallimento della “Futura Immobiliare”, la società che ha realizzato a Ponssacco il mega complesso. E’ di un mese fa circa il provvedimento della Cassazione che conferma gli agli arresti domiciliari. Le indagini svolte dalla Guardia di Finanza ne suggeriscono il ritratto di un imprenditore abile nel costruire una società (quella che ha consegnato gli immobili a famiglie rom) da interporre tra lui e gli inquilini in modo da evitare collegamenti con la società proprietaria dell’immobile di Rospicciano poi fallita nel 2017. L’accusa per l’imprenditore è di bancarotta, fatti commessi nella qualità di legale rappresentante della Futura Immobiliare Srl. Giambra nel 2009 aveva costituito, intestandola ad altri, la S. F. H. Srl allo scopo «di concedere in locazione a tale società, a far data dal 2009, le unità immobiliari della Futura Immobiliare Srl per un canone annuo di 150mila euro mediante un simulato contratto di locazione. Sarebbero così spariti ai danni dei creditori della società fallita almeno 1,3 milioni di euro. —

S.C.

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