Lutto
Lavori in ritardo, stop natalizio e poi altri due mesi di disagi
FUCECCHIO. Per vedere via Tea e via Pacchi nella loro versione rinnovata ci sarà da attendere marzo 2020. Tanti fucecchiesi, in questi mesi, si sono domandati del perché all’incrocio tra via Pacchi e piazza La Vergine ci sia ancora un cantiere che precludeva l’accesso proprio a via Pacchi.
Un cantiere che non è del Comune ma del gestore idrico Acque Spa, che nelle prossime ore verrà rimosso; questo, infatti, non vuol dire che l’intervento sia finito, visto che dopo le feste natalizie – cioè a metà gennaio – la ditta incaricata da Acque per sostituire la tubazione in quell’area.
La ditta che farà l’intervento si è presa circa due mesi di tempo, meteo permettendo, per completare il tutto. Purtroppo un subentro di ditte incaricate dal gestore idrico ha fatto sì che i tempi si allungassero di mesi senza che il cantiere di Acque andasse avanti (mentre quello del Comune è molto avanti nel cronoprogramma); i lavori portati avanti dal Comune – per circa 270.000 euro fra via Pacchi e via Tea – si sono resi necessari e non più rinviabili perché le alberature inserite nei marciapiedi avevano creato una infinita serie di dossi e sconnessioni a causa delle radici di queste piante, rendendo di fatto i marciapiedi quasi inservibili. Riqualificazione dell'area che va avanti dai primi mesi dello scorso e che si protrarrà fino ai primi del 2020.
Nei primi mesi del prossimo anno, una volta terminato l’intervento di Acque alla tubazione sotterranea, il Comune provvederà infatti alla riasfaltatura e il maxi intervento che ha visto il taglio degli alberi e il rifacimento dei marciapiedi sarà completato.
Si tratta di due cantieri slegati tra loro ma paralleli, quello del Comune di Fucecchio e quello del gestore idrico.
Nel frattempo, però, via Pacchi rimarrà a senso unico verso piazza La Vergine, come lo è già adesso, fino al termine dell'intervento.
Da capire, alla fine, se le modifiche provvisorie al traffico diventeranno definitive, visto che coi nuovi marciapiedi la carreggiata è diventata più stretta. —
Marco Sabia
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