Il Tirreno

Pontedera

La denuncia 

«È morta senza vedere un medico in due giorni»

Sabrina Chiellini
«È morta senza vedere un medico in due giorni»

L’unico dottore che ha visto l’anziana è quello in servizio al pronto soccorso: «Ci hanno lasciate sole, mentre mia madre aveva fortissimi dolori»

3 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. La madre, una signora di 88 anni, è morta all’ospedale Lotti di Pontedera, alcuni giorni fa. Il dolore per la perdita di un genitore è ancora grande. Difficile trattenere le lacrime anche solo a parlarne. Ma Silvia Sgherri, di Casciana Terme, una delle due figlie della pensionata, non vuole che passino sotto silenzio le ultime ore di vita dell’anziana madre. La rabbia si fa sentire, così Silvia decide di raccontare la storia, perché possa essere di esempio e aiuti ad evitare situazioni simili. «L’11 dicembre scorso alle 7.10, all’ospedale Lotti di Pontedera, nel reparto di Medicina 2, è morta la nostra mamma, Dilva Dini, conosciuta come Antonietta nel suo paese, Casciana Terme».

La donna, maestra in pensione, si è sentita male a casa, la mattina dell’8 dicembre ed è stata accompagnata all’ospedale, senza fare più ritorno a casa. Al Lotti, infatti, si è scontrata con una dura realtà, quella della carenza dei posti letto, delle lunghe attese e dei ricoveri in “appoggio” in reparti diversi da quelli indicati a seconda delle varie patologie e situazioni. La figlia ha deciso di raccontare pubblicamente «gli ultimi giorni della sua vita, che purtroppo ha passato con dolori insopportabili tanto che non è più riuscita neanche a dormire un minuto. Quando la sua dottoressa l’ha mandata al pronto soccorso, abbiamo pensato che almeno non avrebbe più sofferto, invece non è andata così». Un calvario: ore di attesa al pronto soccorso e tanto disorientamento. «C’è stata la decisione di ricoverarla, quindi l’attesa di un letto. Dalla mattina di lunedì è stata portata in Chirurgia, come letto d’appoggio a Medicina perché in quel reparto non c’erano posti liberi». In Chirurgia la pensionata è arrivata la sera di lunedì, alle 20.30, dopo essere rimasta in attesa di un posto letto per un giorno. E dal quel momento «è iniziata la sua e la nostra attesa. Aspettavamo che passasse un medico a dirci perché soffriva così tanto e cosa si poteva fare per farla stare un po’ meglio, ma non è venuto nessun medico. Le infermiere sì, sono venute ogni volta che le abbiamo chiamate, ma un medico no, non lo abbiamo visto».

Le due figlie e la badante non hanno mai lasciato sola l’anziana. «Abbiamo chiesto ripetutamente l’intervento di un medico dalla stanza della nostra mamma, lo abbiamo cercato a Medicina, dopo che abbiamo riparlato con il primario, che non ci aveva fatto intendere la gravità della situazione, e che ci ha dato il nome di un medico che l’avrebbe presa in carico dalle 14. Ma lei era lì dalle 20,30 del giorno prima. Ed è arrivata così alle 7.10 del giorno successivo. Sembra incredibile: l’unico medico che mia madre ha visto è quello del pronto soccorso, poi non l’ha più vista un dottore. È venuto il frate che l’ha benedetta e lei si è fatta il segno della croce cosciente fino in fondo, purtroppo; è passato l’edicolante, ma visto il caso è sparito subito, ma un dottore no, non si è visto». Al dolore si aggiunge la rabbia. Le figlie sono intenzionate a non procedere per le vie legali, ma non vogliono tacere sulla mancanza di organizzazione dell’ospedale e anche di umanità. «La sua badante Nina, georgiana, ha detto “Vergogna, io non ho mai visto una cosa così” , e anche noi non possiamo che ripetere “Vergogna. Non si lascia una persona a soffrire come un cane, che ripete “Aiutatemi, non ne posso più”. Siamo state lasciate sole». 

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa