Il Tirreno

Pontedera

In tribunale 

Eredi accusano ex badante, assolta dopo il processo

Sabrina Chiellini
Un’aula di tribunale
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Un’aula di tribunale

Crespina Lorenzana: era stata denunciata per appropriazione indebita, l’anziano aveva depositato un testamento firmato di suo pugno per lasciarle beni per 45mila euro

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CRESPINA LORENZANA. Per sette anni lavora in casa di un anziano, si prende cura di lui che prima di morire consegna a un avvocato un testamento con il quale lascia alla badante che gli era sempre stata vicina e che viveva con lui una quota di beni immobili per un valore di circa 45mila euro.

La disposizione testamentaria, scoperta nel febbraio 2017 alla morte dell’anziano, manda su tutte le furie i fratelli e i nipoti che si sentono traditi. E il conflitto prende la strada del tribunale quando la badante chiede il riconoscimento del rapporto di lavoro svolto in favore dell’anziano. Dopo che i parenti vengono convocati dall’ispettorato del lavoro per regolarizzare la donna che fino a quel momento aveva lavorato senza un contratto i dissapori si trasformano in qualcosa di più. La badante - il fatto succede in una frazione di Crespina Lorenzana - viene denunciata per appropriazione indebita. Viene accusata di avere prelevato dall’abitazione del defunto, in cui dopo la morte dell’uomo viveva in maniera legittima in quanto ne era diventata comproprietaria, mobili, arredi vari, quadri e oggetti di valore, anche d’oro.

Dopo la querela i parenti dell’anziano respingono ogni richiesta di denaro e di riconoscimento del lavoro dipendente che la donna, di origini romene, Elisabetta (Erzsebet) Bajko, aveva reclamato. Da quel momento la donna viene accusata di avere avuto una relazione con l’anziano, interrotta dopo che il pensionato aveva saputo che lei vedeva un altro uomo e poi ripresa. Le indagini condotte dalla Procura di Pisa portano la donna a processo in tribunale a Pisa, iniziato il novembre del 2018. Inutili i tentativi di difendersi della badante che in tutti modi sperava di evitare il processo. Ma dopo la querela con i familiari del defunto, stando a quanto emerge ora che il processo si è concluso, non c’è stata alcuna mediazione. La donna esce dal processo assolta, la sentenza è di pochi giorni fa, con formula piena, perché il fatto non sussiste. «Anche durante il processo è stato insinuato velatamente – fa sapere la donna – che poteva esserci una relazione intima con l’anziano». Circostanze che non hanno trovato conferma nelle dichiarazioni dei testimoni, tra loro anche persone estranee alla vicenda.

Finita questa storia, la badante, che sì è sentita chiamata sotto accusa ingiustamente, ha inviato una lettera al giornale. Chiede che si ristabilisca la verità, visto che nel paese dove era successo il fatto, molti ne erano a conoscenza e la guardavano in maniera sospetta, avendo sentito più storie sul suo conto sempre relative a questa vicenda.

Al processo la donna è stata difesa dalle avvocatesse Valentina Angelini e Michela Simoncini. Le motivazioni della sentenza si conosceranno all’inizio del nuovo anno. Ma al dibattimento non sono emerse le prove per dire che la badante si è appropriata dei beni del defunto. Quest’ultimo ha lasciato un testamento, firmandolo di suo pugno e depositandolo da un avvocato, per dare una ricompensa alla giovane che lo aveva accudito con impegno per molti anni.

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