Il Tirreno

Pontedera

l’allarme 

Sempre più aggressioni agli infermieri, "limite superato, stanchi di subire"

Sabrina Chiellini
Un'ambulanza del 118 al pronto soccorso di Pontedera
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Un'ambulanza del 118 al pronto soccorso di Pontedera

Pontedera: nel report dell’Asl Toscana Nord Ovest vengono segnalati ben 100 casi di violenza nei primi sei mesi dell’anno

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PONTEDERA. È di pochi giorni fa l’ultima aggressione (in ordine di tempo) ai danni di una infermiera del 118 avvenuta a Pontedera durante un soccorso all’interno di un’abitazione. Gli episodi di violenza ai danni degli operatori sanitari sono in vorticoso aumento. Per non parlare delle continue discussioni con i pazienti che quasi ogni giorno si registrano in sede di pronto soccorso. L’Asl Toscana Nord Ovest è, ad esempio, intervenuta potenziando la vigilanza con guardie private al pronto soccorso dell’ospedale Lotti. Il Nursind, sindacato degli infermieri, sollecita l’adozione di una legge sulla sicurezza degli operatori sanitari. L’Azienda sanitaria, attraverso il gruppo di prevenzione e gestione degli atti di violenza, si occupa di monitorare il fenomeno e di programmare interventi di prevenzione. In caso di infortunio conseguente ad un’aggressione il lavoratore ha l’obbligo di segnalarlo all’Azienda (anche se molti ancora non lo fanno, specialmente nei casi minori). In quel modo poi parte la denuncia di infortunio all’Inail.

Fino al 30 giugno - il report a cui si riferiscono i dati prende in considerazione i primi sei mesi dell’anno - le segnalazioni di episodi di violenza nell’area di competenza dell’Asl Toscana Nord Ovest sono state 100. Di queste, 78 sono avvenute all’interno di ospedali gestiti dall’Asl e 22 nelle strutture sul territorio. Quando si verifica un’aggressione fisica o verbale e viene segnalata come richiesto dall’Azienda, quest’ultima si attiva per valutare le azioni necessarie. Ci sono poi gli infortuni sul lavoro quando le aggressioni sono così gravi che costringono l’operatore sanitario a restare a casa. Negli ospedali gestiti dall’Asl ci sono state 51 aggressioni, altre 22 nelle strutture sul territorio che hanno comportato ben 897 giorni di assenza dal lavoro. La maggior parte delle aggressioni avviene nell’area dell’emergenza sanitaria, soprattutto al pronto soccorso: 39 in sei mesi, nei vari ospedali gestiti dall’Asl, compresi quelli di Pontedera e Volterra. L’altro vero punto debole sono le strutture di psichiatria, con 56 episodi di violenza in sei mesi (36 in ospedale e 20 sul territorio). In media chi viene aggredito poi deve assentarsi dal lavoro per almeno sei giorni, con costi che ricadono sui conti pubblici.

L’ultimo episodio avvenuto ai danni di una delle infermiere più conosciute del servizio 118 a Pontedera ha spinto il Nursind a sollecitare interventi per mettere un freno a certi comportamenti. «Come sindacato infermieristico siamo preoccupati dal continuo aumento delle aggressioni agli infermieri, i quali, a fronte dei carichi di lavoro ormai insopportabili, hanno la colpa di essere i primi operatori ad interfacciarsi con utenti e familiari spesso scontenti dei tempi di attesa. Riteniamo ormai superato il limite. Non siamo più disposti a subire senza reagire attraverso denunce alle autorità. Auspichiamo l’approvazione in tempi rapidi della norma che prevede l’inasprimento delle pene per chi aggredisce un sanitario. Ci aspettiamo più collaborazione dalle Asl e dalle forze di polizia per la sicurezza degli operatori», dice Daniele Carbocci, segretario provinciale Nursind.
 

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