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«Dopo la condanna Parenti deve dimettersi dall’Azienda speciale»

«Dopo la condanna Parenti deve dimettersi dall’Azienda speciale»

Il Movimento 5 Stelle chiede al direttore di farsi da parte. Il sindaco: avviata la ricerca di un sostituto prima della sentenza

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CASTELFRANCO. Il Movimento 5 Stelle di Castelfranco chiede le dimissioni di Michele Parenti da direttore dell’Azienda speciale servizi pubblici locali dopo la condanna al risarcimento per danno erariale da circa 10mila euro, come scritto da Il Tirreno, insieme all’ex presidente Enrico Quinti che dopo quella vicenda si è dimesso.

Intanto, il sindaco Gabriele Toti spiega che «l’amministratore unico dell’Azienda speciale, Fausto Magni, ha deliberato un atto per individuare un direttore prima della sentenza, prolungando l’incarico di direttore a Parenti».

«Apprendiamo che la Corte dei Conti, in primo grado, ha condannato l’ex presidente e l’attuale direttore della Azienda speciale di Castelfranco alla restituzione di 18.000 complessivi per compensi ed emolumenti non dovuti – dicono dal Movimento 5 Stelle –. La segnalazione alla Corte dei Conti, era stata fatta nel 2016 dai portavoce del Movimento 5 stelle in consiglio comunale proprio per capire se i compensi ricevuti dal presidente della Azienda speciale erano dovuti o meno. Ed ora abbiamo avuto risposta: non erano dovuti».

I “grillini” puntano il dito su alcuni aspetti che, secondo loro, vanno sottolineati. «In particolare, la sentenza sosterrebbe che Parenti, “nonostante vi fosse una delibera della giunta comunale, la numero 192 del 15 settembre 2016, volta ad attivare le azioni necessarie finalizzate all’interruzione della prescrizione e al recupero delle somme erogate a Quinti - illegittimamente con danno erariale - non solo non eseguiva le direttive dell’ente locale controllante, ma, oltre ad essere corresponsabile nella causazione del danno derivante dalle dette indennità, causava un ulteriore danno derivante dal conferimento di due mandati di consulenza, per un importo totale di 3.684 euro, pari a 3.050 euro e 634 euro”. Da qui emergerebbe che il direttore non avrebbe obbedito alle direttive del Comune causando una ulteriore danno erariale ed avrebbe, oltretutto, conferito due mandati di consulenza per un importo di 3.600 euro circa».

Per questo i 5 Stelle chiedono «a gran voce che il direttore Parenti faccia un passo indietro. La sentenza è di primo grado, ma visto il contenuto reputiamo che debba abdicare almeno per ora al proprio ruolo fino a quando non sarà chiarita la sua posizione». —



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