Il Tirreno

Pontedera

Il caso 

Di due impianti per il compost alla Geofor non ne funziona uno

Sabrina Chiellini
Camion al lavoro nell’area di Geofor destinata alla raccolta del rifiuto organico
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Camion al lavoro nell’area di Geofor destinata alla raccolta del rifiuto organico

Pontedera: quello vecchio è fermo, quello nuovo è bloccato per il fallimento della ditta costruttrice. E i rifiuti organici emigrano...

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PONTEDERA. I lavori di costruzione del nuovo impianto di compostaggio nell’area della Geofor a Pontedera sono fermi da alcuni mesi. Al tempo stesso è fermo anche il vecchio impianto indicato come il responsabile di tante maleodoranze che arrivavano in città e in grado di produrre un compost che non poteva essere usato in agricoltura ma solo come materiale per coprire i rifiuti in discarica. Nessuno ne parla ma non mancano le difficoltà per stoccare il rifiuto organico che comunque continua ad essere prodotto e raccolto. Nell’area Geofor inizialmente c’era un solo capannone che veniva usato per lo stoccaggio dell’organico. Questa superficie non è sufficiente mentre da mesi il rifiuto viene trasportato, con enormi costi per Geofor stessa, in altri impianti della regione che sono in grado di trattare il materiale organico.

Così da mesi, come si legge in una segnalazione che è stata inviata anche ai sindaci di Cascina, Pontedera e Pisa, oltre che all’Arpat, per lo stoccaggio dell’organico viene usato un secondo capannone che inizialmente era stato autorizzato per accogliere un altro tipo di rifiuto. La nuova “lavorazione” del rifiuto provocherebbe una serie di inconvenienti, maleodoranze e percolato, che richiama le mosche in una grande quantità, stando a quanto viene spiegato da chi lavora nella zona industriale di Gello e vicino all’area Geofor. . Il primo a denunciare il problema della mancata consegna dell’impianto di compostaggio, a causa del fallimento dell’azienda Biotec Sistemi srl, che aveva vinto l’appalto, era stato il sindaco reggente di Cascina, Dario Rollo, durante l’estate. Alla sua denuncia erano seguite le rassicurazioni scricchiolanti dei vertici di Geofor.

Il 9 dicembre i sindaci, gli assessori e i tecnici dei Comuni serviti da Geofor spa hanno incontrato il presidente, Daniele Fortini, il consiglio di amministrazione e il collegio sindacale della società.

La società ha spiegato lo stop legato alla costruzione del nuovo impianto di trattamento dell’organico, completato per circa il 95% ma non ultimato a causa, appunto, del fallimento di una delle società deputate alla realizzazione. I tempi per la messa in funzione riguarderanno parte del 2020. Ancora una volta Geofor si dimostra ottimista e parla di una prima realizzazione delle opere tecniche e un successivo completamento di quelle civili, prima della messa in funzione prevista entro l’estate. I tempi sono destinati ad allungarsi, nel frattempo il rifiuto organico va in giro in più province, talvolta diventa biogas, altre ammendante per l’agricoltura, altre ancora viene acquistato dalla Belvedere spa di Peccioli per coprire i rifiuti.

L’impianto (da 19 milioni di euro) avrebbe dovuto entrare in funzione all’inizio del 2019. Invece all’inizio del 2020 sarà fatta la gara per completare l’impianto elettrico con pesanti conseguenze economiche legate ai ritardi e ai costi per i cittadini.

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