Il Tirreno

Pontedera

Il progetto della comunità di Bosco 

Un sentiero ad anello che unisca il versante pisano e lucchese

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Pisa. Enrico Rossi loda il lavoro post emergenza incendi nel monte pisano e lo indica «come modello per la Toscana e l’Italia». I protagonisti di quell’impresa ragionano sul futuro. Perché dal settembre del 2018 è stato fatto tanto, ma altrettanto va fatto in futuro facendo diventare realtà quella parola che tutti pronunciano spesso senza seguito: prevenzione.

Che sia questa la via per garantire un futuro alla nostra montagna ne sono certi il sindaco di Calci, Massimiliano Ghimenti, e l’assessore al Monte Pisano di Vicopisano, Fabiola Franchi, presente ieri al convegno “Verso un piano per la gestione attiva del Monte Pisano” in rappresentanza del sindaco Matteo Ferrucci. E che si debba puntare sulla prevenzione è stato ribadito dagli altri intervenuti all’incontro di Calci: l'assessore regionale ad agricoltura e foreste Marco Remaschi, i tecnici della Regione Francesco Drosera e Massimo Tognotti, il presidente del coordinamento regionale dei volontari antincendi boschivi Gabriele Salvadori.

Chi però ha fatto della prevenzione una vera e proprio missione è la Comunità del bosco del Monte Pisano, l’onlus attiva già da tempo e che si pone l’obiettivo di sviluppare e sostenere un luogo di incontro, dialogo, collaborazione e costruzione di relazioni dove cittadini, imprese, associazioni e istituzioni possano elaborare insieme nuove risposte per vivere valorizzare e promuovere la nostra montagna. A partire da una serie di progetti presentati ieri. Primo tra tutti un sentiero a forma di anello e lungo circa sessanta chilometri che consente la fruizione circolare della montagna e che unisca idealmente e fisicamente il versante pisano e quello lucchese. —

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