Gioco
Conciatori, cena di Natale il bilancio di un anno tra poche luci e tante ombre
La tradizionale serata per lo scambio degli auguri arriva dopo le dimissioni del presidente Francioni e segna l’avvio della campagna per le regionali
SANTA CROCE. È la cena degli auguri di Natale dei conciatori di Santa Croce e Ponte a Egola. Un super allestimento nel Museo della Conceria e la massima cura nel catering regalano ai numerosi ospiti una serata da incorniciare, non solo con le foto scattate all’ingresso.
Ci sono gli imprenditori e le loro famiglie, rappresentanti delle banche, i sindaci del distretto, il vescovo di San Miniato, Andrea Migliavacca, il prefetto di Pisa, Giuseppe Castaldo, il nuovo parroco di Santa Croce, don Donato Agostinelli al suo esordio: «So quanto sia dura lavorare in conceria», ha detto durante il suo saluto, per poi riflettere sui bisogni delle famiglie: «Sono arrivato in un anno di magra». Presenti il comandante della compagnia carabinieri di San Miniato, maggiore Gennaro Riccardi, i comandanti dei carabinieri di Santa Croce, Andrea Oteri, e Alfonso Guarnacci di Ponte a Egola. Dietro alle luci della festa si intravedono, è chiaro a tutti, le elezioni regionali: i politici non mancano.
Quest’anno l’elegante serata ha un sapore diverso. Arriva a distanza di pochi giorni dalle dimissioni dello storico presidente di Assoconciatori, Alessandro Francioni. E l’associazione non ha espresso un successore tra i giovani. È slittata anche l’elezione del presidente Unic, su cui in parte si è consumato lo strappo all’interno del cda di Assoconciatori. Il numero uno Gianni Russo traghetterà Unic per altri tre mesi dopo la rinuncia, per motivi personali, del candidato pisano Piero Rosati di Incas. Il quadro è complesso: nei primi nove mesi i ricavi sono scesi dell’8%.
«L’anno in corso chiuderà in negativo»: riflette a voce Roberto Lupi. Parla nel ruolo di vicepresidente anziano di Assoconciatori. Ringrazia Francioni per l’importante lavoro svolto durante la permanenza ai vertici dell’associazione: «Ha portato avanti i nostri progetti, le nostre idee». Un anno complesso per una delle eccellenze della Toscana. «Siamo però convinti che la conceria abbia ancora molto da esprimere, abbia un futuro in Toscana», osserva Lupi di Bcn concerie, seduto allo stesso tavolo con Michele Matteoli, presidente del Consorzio conciatori di Ponte a Egola.
Tante le cause della crisi, Lupi prova a metterle a fuoco: incertezza politica, guerra di dazi, campagna contro l’utilizzo di pelle. «C’è ancora chi pensa che gli animali vengano uccisi per la pelle – precisa -. Come Unic, abbiamo una campagna per informare le persone sul nostro prodotto: gli oggetti in pelle sono ancora desiderati e il distretto vanta qualità».
Qualità dei prodotti e dei progetti, come quelli sull’economia circolare e la depurazione delle acque. C’è in ballo il futuro di migliaia di famiglie. Quanto sia importante il sostegno in queste zone la politica lo sa bene. E così all’appuntamento c’era l’Europarlamentare della Lega Susanna Ceccardi, oltre al pattuglione del Pd con una nutrita rappresentanza della Regione. A cominciare da Eugenio Giani, candidato alla presidenza regionale per il Pd. I consiglieri pisani Alessandra Nardini, Antonio Mazzeo e Andrea Pieroni e quello dell’Empolese Valdelsa Enrico Sostegni. Tra i sindaci a fare gli onori di casa Giulia Deidda con Simone Giglioli di San Miniato. Presenti anche Gabriele Toti di Castelfranco di Sotto, Ilaria Parrella di Santa Maria a Monte, Giovanni Capecchi di Montopoli Valdarno e Alessio Spinelli di Fucecchio, con molti assessori al seguito. Salutato anche Ledo Gori, capo di gabinetto di Enrico Rossi.
Un cin-cin prima di aprire le danze delle urne elettorali. —
S.C.
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