Sicurezza
Stupro in villa, concessa una nuova perizia
Accolta la richiesta dei difensori dei due imputati di rinnovare le analisi biologiche. Da stabilire l’esistenza della droga Ghb
pontedera. Accolta dalla Corte d’Appello la richiesta delle difese di rinnovare la perizia con l’indicazione dei quesiti a cui il consulente dovrà rispondere in occasione della prossima udienza fissata per il 23 gennaio.
La decisione è arrivata da Firenze nella tarda mattinata di ieri e riguarda il processo di secondo grado a carico di Edoardo Nieri e Mattia Rizza, di 27 e 26 anni di Pontedera, condannati in primo grado il 15 luglio 2016 a 8 anni per violenza sessuale di gruppo con l’aggravante della minorata difesa per averla indotta ad assumere una il Ghb, conosciuta come la droga dello stupro. La parte civile è uscita dal processo dopo aver ricevuto una somma dagli imputati che non è stata rivelata. Il 23 gennaio riceverà l’incarico il professor Alberto Salomone, tossicologo forense dell’università di Torino e in quella sede il consulente indicherà anche il termine entro cui fornire la sua relazione.
La chimica è un elemento dirimente nel processo scaturito da un festino hard in cui l’alcol non mancava nella villa dei nonni di Rizza a Santa Maria a Monte la notte tra il primo e il due luglio 2014. I due imputati, la parte offesa e una sua amica protagonisti di una storia che ha avuto un clamore non solo per l’episodio in sé, ma per quanto i due giovani fossero conosciuti. Di buona famiglia, studi all’estero, facce da bravi ragazzi. Nieri è difeso dal professor Tullio Padovani e dall’avvocato Anna Francini.
Rizza è assistito dal legale Luca Tafi con il collega Lorenzo Zilletti. La perizia dovrà chiarire aspetti che in primo grado sono stati ritenuti deficitari e lacunosi secondo le difese. Il tema centrale è la presenza o meno dello stupefacente Ghb in due bottiglie di Schweppes per far perdere ogni inibizione alla ragazza e poi approfittarne a turno. Non una quantità elevata ma sufficiente per fare effetto, soprattutto se mescolata a vodka e vino. E la giovane ne bevve parecchia di vodka (gliela versavano direttamente in bocca dicendole di bere Schweppes altrimenti le avrebbe fatto male) e anche un bicchiere di vino rosso.
Secondo i giudici del Tribunale di Pisa «non sussistono delle evidenze scientifiche o circostanziali che consentano di individuare delle fonti esterne di Ghb che possano aver contaminato i reperti oggetto di indagine tossicologica e che, pertanto, la presenza di detta sostanza all’interno degli stessi possa trovare ragionevole spiegazione solo nella sua volontaria e consapevole introduzione da parte degli imputati». La speranza di ribaltare la sentenza di condanna è affidata alla nuova perizia. —
Pietro Barghigiani
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