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L’annuncio di Migliorini: «Voglio spiegare al pm la mia versione dei fatti»
Al comandante dei vigili urbani è stato notificato l’avviso di chiusura delle indagini A breve chiederà di incontrare il magistrato che lo ha indagato
cascina. Chiusa l’inchiesta della Procura sul comandante della polizia municipale, Paolo Migliorini accusato di truffa aggravata e continua e falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale in atti pubblici.
Il sostituto procuratore Sisto Restuccia ha firmato l’avviso di chiusura delle indagini notificandolo al difensore dell’indagato, l’avvocato Carlo Lombardi. È l’atto che anticipa una richiesta di archiviazione o di rinvio a giudizio.
«Chiederò di essere sentito a breve per spiegare contesto, ruoli e passaggi burocratici» anticipa Migliorini.
Per l’accusa, di fatto la querela di Rollo del 7 agosto, il comandante dopo l’incidente al ginocchio sinistro patito il 22 luglio scivolando sulle scale dell’atrio del Comune mentre andava a timbrare, avrebbe allungato il periodo di convalescenza «paventando un falso infortunio ai fini di incassare l’indennità». Il comandante sostiene, al contrario, che i certificati medici inviati all’Inail non hanno mai adombrato il sospetto della falsità dell’infortunio o del suo aggravio apparente. «Terminati i 10 giorni, mi sono recato presso gli ambulatori Inail, dove sono rimasto in cura dei loro sanitari fino al 26 settembre – è un passaggio della memoria scritta di Migliorini –. Gli stessi mi hanno visitato, sottoposto ad esami strumentali, diagnosticato rottura parziale del legamento collaterale interno nel tratto prossimale, borsite pre rotulea e modesto versamento nel recesso rotuleo». E, soprattutto, quando è stato visto anche da alcuni assessori recarsi in Comune nel periodo di convalescenza le ragioni erano dettate dalla necessità di firmare atti urgenti dell’ufficio.
«Ero sì in malattia, ma non mi hanno visto al mare o a sciare: ero al mio posto di lavoro a firmare documenti necessari per l’attività del settore» è uno dei passaggi il comandante che vorrà spiegare al pm nel corso dell’incontro chiesto in Procura. «Punito per essere andato a lavorare» è la chiosa di Migliorini che sul procedimento disciplinare, precedente la querela e ora sospeso, spiega che «la presidente dell’ufficio procedimenti disciplinari ha scritto all’Inail per chiedere lumi sulla regolarità dell’infortunio, ricevendone risposta affermativa da parte del direttore della sede Livorno-Grosseto, dove mi trovavo in cura». —
P.B.
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