Sicurezza
Fabbrizzi, tatuatore e scrittore di horror dal sapore... vegetariano
PONTEDERA. Un horror dal sapore vegetariano. È questo lo strano – ma avvincente – connubio alla base di “Old Boys” (Dunwich Edizioni), la decima produzione letteraria di Samuele Fabbrizzi, tatuatore pontederese che, da anni, è anche autore di libri horror e slasher. Un genere, quest’ultimo, non molto noto in Italia, ma che negli Stati Uniti ha fatto furore, soprattutto nei cinema, con pellicole storiche come Halloween e Venerdì 13.E proprio negli Stati Uniti si ambienta “Old Boys”, l’ultimo romanzo di Fabbrizzi dopo “Big Bad Bunny” , pubblicato qualche mesefa.
«Il protagonista è Boe, un veterano del Vietnam che vive in Texas e che, ormai a ridosso dei settant’anni, passa le sue giornate tra la nostalgia dei tempi andati, gli acciacchi della vecchiaia e qualche bourbon di troppo – racconta Fabbrizzi – con lui, anche la combriccola formata dai suoi ex commilitoni: Larry, Nelson, Mal e Yang». Proprio questo gruppo – gli “Old Boys”, appunto – sarà protagonista di una vera e propria discesa all’inferno. «All’improvviso, il nipote di Larry sparisce nel nulla – continua – le indagini approssimative condotte dallo sceriffo spingeranno così gli Old Boys a fare nuovamente squadra per affrontare il tetro bosco di Red Lick». Proprio in questo scenario i protagonisti faranno una scoperta da brividi: nel sottosuolo della pacifica cittadina texana, si trova infatti un lugubre mattatoio. Questo si rivelerà essere un posto oscuro dove sono gli animali, in versione antropomorfa, a prevalere sugli esseri umani. Un po’come nel labirinto del minotauro della mitologia greca. alle sembianze terrificanti.
Come detto, il libro non ha la sola intenzione di spaventare il lettore. Al contrario, è l’autore stesso a spiegare il suo obiettivo: utilizzare il genere horror per veicolare un messaggio per lui molto importante. «Questo romanzo ha un valore particolare per me – spiega – perché è incentrato su un tema che mi sta davvero a cuore: gli animali». Proprio quegli animali che, nel libro, assumono forme spaventose. Ma che, nella realtà, spesso, sono vittime della condotta umana. «Ogni giorno, in tutto il mondo, animali innocenti soffrono e muoiono a causa del nostro egoismo – prosegue – queste creature, spesso, nascono e crescono dentro allevamenti al limite della vivibilità, con il solo scopo di soddisfare un nostro capriccio». Ed è qui che Fabbrizzi unisce l’horror all’invito a una riflessione personale. «Con “Old Boys” vorrei sensibilizzare i lettori a uno stile di vitapiù sostenibile – conclude – magari, perché no, scegliendo una dieta vegetariana». —
P. M.
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