Il dolore
Mano tesa a chi fa innovazione per un Rinascimento digitale
In previsione 60 milioni di euro per favorire l’accesso al credito, contributi a fondo perduto e misure per ridurre la burocrazia
navacchio. L’annuncio arriva dal palco dell’auditorium del Polo Tecnologico di Navacchio. Aiuti a fondo perduto alle imprese in fase di avvio, contributi per favorire l’accesso al credito, sburocratizzazione delle procedure per ottenere finanziamenti tramite bandi, un fondo ad hoc per entrare nel capitale delle aziende che scelgono di innovare e innovarsi.
Eccoli in sintesi alcuni dei contenuti della proposta di legge che presto verrà depositata in Regione dedicata al tema dell’impresa e dell’innovazione in Toscana. A spiegarli al pubblico del Polo pisano riunito per festeggiare i primi venti anni di attività, è stato il consigliere regionale del Pd, Antonio Mazzeo. «Per la prima volta la Toscana scommette su ciò che nasce dalla ricerca, perché da qui si crei business e lavoro» spiega Mazzeo.
«L’obiettivo della proposta di legge - continua il consigliere regionale - è quello di dare risposte a chi scommette sul proprio futuro nel territorio toscano per dar vita a quello che mi piace definire come “Rinascimento digitale” della Toscana. Si tratta della prima legge del genere in Italia: una legge di sistema che mette insieme tutta una serie di azioni per attivare nuovi investitori sul territorio e creare occupazione valorizzando le esperienze dei centri di ricerca: dalle università al Cnr ai Poli». Come appunto quello di Navacchio.
Nel testo c’è la previsione di finanziamenti a fondo perduto nella fase di pre-seed (quando non c’è ancora una impresa strutturata ma si lavora su un’idea considerata vincente) con possibilità di finanziamenti fino a 50mila euro in conto capitale (a fondo perduto) per coprire fino all’80% delle spese di avvio dell’azienda. «Un modo per sostenere le idee - continua Mazzeo - e scommettere su progetti innovativi». Bene 60 milioni di euro sono invece la cifra che la legge prevede per dare sostegno alle imprese nei confronti dell’accesso al credito divenuto sempre più difficile negli ultimi anni. Inoltre le nuove norme regionali puntano a facilitare le procedure per le imprese riducendo la burocrazia che rappresenta un costo anche in termini di produzione della documentazione necessaria per accedere a risorse. Tra i provvedimenti da mettere in campo non meno significative le previsioni di taglio dell’Irap (nei primi tre anni) e di collaborazione con le imprese in materia di temporary management: la Regione potrà venire incontro alle aziende in fase iniziale fornendo (cioè finanziando) quelle figure professionali indispensabili - ad esempio un amministratore delegato - di cui l’impresa ancora non dispone: «di fatto un cofinanziamento - spiega Mazzeo - per sostenere processo di consolidamento aziendale». Infine, ma non per importanza, la legge prevede per la Regione la possibilità di partecipare al capitale di rischio dell’impresa. —
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