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Investita vicino all’ospedale di Volterra e portata al Lotti «Inutili quei 40 chilometri»
Innocenzi, consigliere comunale di opposizione e medico: «C’era il pronto soccorso a 2 chilometri dall’incidente: chi ha deciso di andare a Pontedera e perché?»
VOLTERRA. Una ragazza rimasta ferita (fortunatamente in maniera non grave) in un incidente stradale a Volterra è stata trasportata al pronto soccorso di Pontedera – distante una quarantina di chilometri – anziché in quello cittadino, che si trova a due chilometri da dove la giovane è stata investita. È la denuncia di Marzio Innocenzi, medico di famiglia e consigliere comunale di opposizione col gruppo Uniti per Volterra.
«La ragazza – spiega è stata investita sulle strisce subito fuori dalle mura cittadine: il 118 allertato si è precipitato sul luogo prestando il primo soccorso alla malcapitata, che fortunatamente era cosciente e non presentava ferite sanguinanti o evidenti fratture e rispondeva alle domande con lucidità. Caricata sull’autoambulanza doveva essere portata al pronto soccorso cittadino, distante meno di due chilometri, quando è giunto un invito (comando? e di chi? ) preciso: deve andare a Pontedera». Innocenzi sottolinea che in questo modo l’ambulanza con la ragazza a bordo «ha fatto quindi il tragitto di circa 40 chilometri di strada provinciale, che notoriamente non proprio una autostrada, è stata fatta fermare a La Rosa di Terricciola, per quello che lei definisce un pit-stop, sono saliti sul mezzo tre persone (medici? ) che le hanno fatto alcune domande e quindi hanno invitato l’autoambulanza a proseguire per Pontedera».
Il consigliere comunale di opposizione racconta poi che «quando è giunta a Pontedera la madre, richiamata dal lavoro a Siena, quindi dopo un po’di tempo, la ragazzina non aveva ancora fatto esami radiografici, ma era su un lettino in attesa. Fatti gli esami, che hanno escluso fratture, ha trascorso la notte su un lettino in un corridoio, non attaccata ad un monitor o con sorveglianza sanitaria, ma al freddo, senza una coperta fin quando non l’ha richiesta. Al mattino è stata dimessa. Questo è il riassunto del racconto fatto da lei e dalla madre, sicuramente supportato dai dati, orari ecc. della cartella di pronto soccorso».
Alla luce di tutto questo, il medico-consigliere se chiede se «siamo a questo punto davvero? E si nega ancora una evidente sottostima del nostro ospedale? Un trauma di questa portata necessita di questa trafila? Non era il caso di effettuare una valutazione al pronto soccorso di Volterra, distante poche centinaia di metri, e nel caso un intervento con elisoccorso, sicuramente non peggiorativo di un possibile trauma cranico (se questo era il motivo) quanto quaranta chilometri di strada in autoambulanza? ». –
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