Il Tirreno

Pontedera

incontro su rischi e responsabilitÀ “virtuali” 

Il vescovo: «La Chiesa porti l’etica sui social network»

Nilo Di Modica
Il vescovo: «La Chiesa porti l’etica sui social network»

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MONTOPOLI. Scoprire un’etica per la “seconda vita” sui social, che poi non è altro che riscoprire un’etica della responsabilità e della condivisione “faccia a faccia”. È il risultato al quale sono pervenuti gli invitati all’incontro “I social network fra responsabilità e rischi” organizzato dall’associazione Arco di Castruccio nella sala consiliare di Montopoli al quale hanno preso parte, oltre al sindaco Giovanni Capecchi e all’animatore dell’associazione Marzio Gabbanini, anche il vescovo Andrea Migliavacca, il fondatore del Movimento Shalom don Andrea Cristiani e Maria Grazia Messerini, presidente dell’Università del tempo libero di San Miniato.

Una chiacchierata “informale”, se vogliamo definirla così, fra ospiti eccellenti e al tempo stesso dichiaratamente neofiti dell’argomento, che è stato quindi affrontato da un punto di vista molto vicino a quello familiare alla platea, nutrita, accorsa all’evento. Presente anche il consigliere regionale Andrea Pieroni, che ha voluto sottolineare come proprio la Regione sia intervenuta sul tema del cyberbullismo con una legge ad hoc. «Una tecnologia così capace di avvicinare le persone e al tempo stesso foriera di un allontanamento che viviamo anche fra presenti nella stessa stanza» ha dichiarato Capecchi, a cui è seguita la riflessione di Migliavacca: «Dio, ne sono certo, non ha smartphone, ma da ciò che fanno i giovani si ricevono sempre delle lezioni. Eppure, fenomeni come le false notizie, la pornografia o il bullismo in rete ci ricordano come, più dei vecchi strumenti, internet abbia la capacità di “creare realtà”, non solo di rispecchiarla. Di fronte a tutto questo la cosa di cui sono certo è che anche la Chiesa deve porsi l’obbiettivo di abitare anche quei luoghi virtuali, dove una maggiore responsabilità ed un’etica sono necessariamente da coltivare». Parole a cui don Andrea ha voluto, da parte sua, abbinare più che un analisi una speranza, un appello: «Nei villaggi più poveri del pianeta ho trovato mancanza di tutto, ma non di cellulare. Questo è il potere attrattivo di queste tecnologie. Di fronte a tutto questo ciò credo si debba riflettere su che genere di mondo potremmo creare se solo utilizzassimo tutta la potenzialità nel comunicare offerta da queste tecnologie, nella direzione di un mondo davvero di tutti e per tutti, fatto di condivisione e pace». –

Nilo Di Modica

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