Il Tirreno

Pontedera

in tribunale 

Falso, chiesti sei mesi per due avvocatesse

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SANTA CROCE. Il reato contestato risale al 2012. E ancora non si è concluso il processo di primo grado che vede a giudizio due avvocatesse. A denunciarle sono stati due imprenditori che vantavano un credito nei confronti di un’azienda. Si erano rivolti a una delle due professioniste che ha uno studio legale associato a Santa Croce sull’Arno.

La causa non era andata a buon fine e quando i clienti avevano ritirato i documenti per cambiare difensori e presentare ricorso in appello si erano accorti che agli atti c’era un mandato speciale, cioè una procura a rappresentarli, che i due non avevano mai firmato. Quella carta, a loro insaputa secondo l’accusa, dava il via a rappresentarli anche all’avvocatessa, sempre dello stesso studio professionale. Insomma, l’avvocatessa poteva trattare in nome e per conto dei clienti lasciandoli all’oscuro.

Dopo la denuncia sono finite a giudizio Monica Calò, 50 anni, di Santa Croce sull’Arno, e la collega di studio, Barbara Lemmi, di Buti. Ma la macchina della giustizia procede a rilento, come hanno fatto più volte notare gli imprenditori che si sono costituiti parte civile.

Nell’ultima udienza il pm ha concluso chiedendo la condanna a 6 mesi con sospensione dall’esercizio della professione per la stessa durata.

Alla prossima udienza, che è stata rinviata alla fine di gennaio, concluderanno i difensori delle imputate e la parte civile. –

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