Il dolore
Il Comune prova a vendere il depuratore
Il valore dell’ex impianto industriale è di duecentomila euro È stato chiuso sei anni fa dopo alcuni guai giudiziari
FUCECCHIO. Vendere i beni in possesso del Comune per trovare risorse economiche è una pratica non certo nuova; si chiamano alienazioni e servono perché i Comuni spesso hanno beni immobili che non riescono a mantenere e che nel frattempo perdono di valore (perché necessitano chiaramente di manutenzione). Il Comune di Fucecchio ne mette sul piatto 20, da qui al 2022: ce n’è uno, però, che balza agli occhi più degli altri. È il depuratore consortile di Ponte a Cappiano, chiuso nel 2013 a seguito di noti problemi giudiziari: la giunta comunale guidata dal sindaco Alessio Spinelli lo ha inserito nel piano delle alienazioni già per il 2020, con un valore stimato di 200.000 euro. Il piano dovrà poi passare dal vaglio del consiglio comunale per l’approvazione definitiva ma è evidente la volontà di liberarsi di un impianto che è stato superato dal tempo e soprattutto dalle vicende che lo hanno riguardato.
Il depuratore poi diventato soltanto una stazione di transito verso quello di Aquarno a Santa Croce, ha una lunga storia: I membri del Consorzio conciatori di Fucecchio (costituito nel 1979), privatamente e senza alcun aiuto economico da parte delle autorità pubbliche, costruirono un impianto di depurazione centralizzato per il trattamento delle acque reflue derivanti dalle consorziate, con l’obiettivo di abbattere l’inquinamento. Per accedere ai finanziamenti, che lo Stato concede solo ad enti pubblici, il Consorzio ha donato al Comune di Fucecchio l’impianto di depurazione di via del Castellare a Ponte a Cappiano. Da qui la possibilità, da parte del Comune, di provare a venderlo (in quanto bene non strumentale per l’attività dell’ente). L’impianto fucecchiese ha cessato l’attività nel 2013, quando gli ultimi operai rimasti hanno varcato per l’ultima volta i cancelli della struttura.
Ma tornando al tentativo di vendita dell’impianto quei 200.000 euro rientrano nei circa 2 milioni che l’ente conta di incassare dalla vendita di impianti, immobili o terreni: ci sono, ad esempio, anche gli ex macelli di via Sottovalle, che sono stati valutati 350. 000 euro; e ci sono anche 4 poderi dell’ex Opera Pia, che da soli valgono - almeno secondo la stima comunale - circa un milione e trecentomila euro. Il depuratore, invece, è uno dei 5 lotti aggiunti al piano delle alienazioni precedente, che comprende anche un parcheggio nella zona industriale di Cappiano e dei terreni fra Botteghe, Torre e Querciola. Il piano prevede la vendita dei beni nelle annualità 2020, 2021 o 2022. —
Marco Sabia
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