Il Tirreno

Pontedera

la crisi della società di calcio 

Non ci sono cordate interessate al Ponsacco

Pietro Mattonai
Non ci sono cordate interessate al Ponsacco

Pinzani si sfila: «Non sono un mediatore, ho altri obiettivi» Aria di smobilitazione, il dg Lemmi: «Via giocatori importanti»

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Ponsacco. Difficile immaginare che il direttore generale del Ponsacco, Federico Lemmi, avrebbe pensato di ritrovarsi unico rappresentante della società dopo neppure sei mesi dal suo arrivo. Era metà giugno quando l’ex dirigente della Pecciolese sbarcò in viale della Rimembranza. Poco dopo ecco il primo, grande terremoto della stagione: l’arresto di Walter Buonfiglio, amministratore delegato e di fatto proprietario unico del Ponsacco. Ancora qualche mese ed arriva il secondo, grande terremoto: il presidente Massimo Donati, insieme ad Andrea Luperini, Fabio Taccola e Fausto Macchi – con anche Umiliano Innocenti e il team manager Giorgio Corradetti – presenta le dimissioni di massa della dirigenza. Al termine del match con lo Scandicci – la quarta sconfitta consecutiva per i rossoblù – a parlare, quindi, è proprio Lemmi. E la sconfitta, per quanto pesante, passa in secondo piano.

«È una situazione difficile – spiega – sicuramente partiranno alcuni giocatori importanti: purtroppo dobbiamo pensare prima a sistemare la società e solo dopo al campo». Nessun’altra novità all’orizzonte, invece, per quanto riguarda i quadri tecnici e societari. «Io e mister Luigi Pagliuca rimarremo fino all’ultimo – conclude Lemmi – voglio, inoltre, smentire le voci su possibili cordate interessate». Quindi, da escludere l’ingresso in società di Raffaele Pinzani a qualsiasi titolo. A ribadirlo è lo stesso ex direttore tecnico della Pistoiese, che ci tiene a chiarire la sua posizione. «Nei giorni scorsi sono stato contattato dal direttore generale Lemmi, il quale mi ha chiesto la disponibilità a venire a Ponsacco per essere il nuovo direttore sportivo – dice – pur provando grandissimo affetto per questa piazza e per la sua grande tifoseria, ho declinato la proposta perché non mi sento di precludermi una nuova, eventuale possibilità nei professionisti». Nessuna cordata, dunque. Tantomeno, guidata da Pinzani. «Mio malgrado, mi trovo costretto a chiarire una situazione non solo falsa, ma anche poco rispettosa nei miei confronti – continua – faccio il direttore sportivo e non il mediatore, non ho mai avuto bisogno né di cordate, né di presidenti amici per lavorare nel calcio: ho sempre ottenuto incarichi per meriti sportivi e, soprattutto, ho sempre lasciato le società in ottime condizioni finanziarie, spesso migliori di come le avevo trovate al mio arrivo». Una chiusura totale alla quale, però, Pinzani vuol unire anche il suo augurio per il futuro del Ponsacco: «Sono e sarò sempre a disposizione per qualsiasi consiglio vogliano chiedermi, proprio per i grandi sentimenti che provo per l’ambiente. Auguro il meglio al Ponsacco, ai nuovi dirigenti e a tutti gli sportivi». —

Pietro Mattonai

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