Gioco
Lite sui soldi alla scuola paritaria «Previste altre facilitazioni»
Sondra Cerrai, presidente della commissione istruzione replica alle accuse di Sbrana che rimarca: «Lo stesso istituto smentisce il Comune»
calci. Botta e risposta tra opposizione e amministrazione comunale a Calci sul contributo alla scuola paritaria dell’infanzia "San Giuseppe" di Cappetta. Serena Sbrana, capogruppo della lista “Uniti per Calci” denuncia «il mancato riconoscimento del contributo annuale di 3.000 euro alla scuola. In risposta il sindaco Massimiliano Ghimenti ha dichiarato che la somma è stata sostituita con benefici strumentali, ovvero il palco per lo spettacolo di fine anno e l'uso gratuito dei pulmini per due uscite didattiche. Peccato – insiste Sbrana – che la dirigente della scuola smentisca però quanto sostenuto dal sindaco precisando che anche gli anni scorsi, quando il contributo economico di 3.000 euro veniva assegnato, pulmini e palco erano stati comunque messi a disposizione dal Comune gratuitamente. Quindi la realtà è che quest’anno il contributo è stato annullato e, checché ne dica l'amministrazione, non è stato sostituito con niente di nuovo rispetto al passato».
A replicare all’opposizione è Sondra Cerrai, presidente commissione istruzione del Comune di Calci. «Le scuole private, che spesso svolgono un ruolo importante per il territorio, non devono comportare oneri per lo Stato. A Calci l’amministrazione comunale ha deciso quest’anno di azzerare il contributo economico alla scuola dell’Infanzia paritaria garantendo, tuttavia, sostegno ed una serie di facilitazioni. Questo perché grazie al lavoro delle passate amministrazioni, adesso Calci ha una scuola pubblica ben funzionante con cinque sezioni attive che riescono a coprire le esigenze del territorio. A Calci, caso più unico che raro del quale andiamo molto fieri, non esistono più liste di attesa per accedere alla scuola pubblica. Quando il nostro Comune non riusciva a coprire tutte le domande dei genitori - conclude Sondra Cerrai - era giusto un contributo economico a chi non fosse riuscito ad entrare in graduatoria per compensare, in parte, i soldi della retta. In quegli anni iscriversi alla paritaria era spesso una scelta obbligata e non libera: adesso chi va alla paritaria lo fa per libera scelta». —
D.B.
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