Il Tirreno

Pontedera

L’inchiesta 

Nuovi indagati e sospetti sulle attività dei Buonfiglio

S. C.
Nuovi indagati e sospetti sulle attività dei Buonfiglio

Continuano le indagini della Procura sull’enorme giro commerciale di concentrato di mela venduto come bio anche se non lo era

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PONSACCO. Le indagini sul succo di mela biologico ma di fatto taroccato vanno avanti e nel frattempo sono saliti a 14 gli indagati nell’ambito dell’inchiesta “Bad Juice”, che ha preso avvio dall’attività dei fratelli Buonfiglio, ritenuti i promotori delle attività legate alla frode alimentare. Diversi i reati contestati, dall’associazione a delinquere finalizzata alla frode in commercio all’autoriciclaggio. I principali accusati sono i fratelli Walter, 56 anni, residente a Ponsacco, e Giorgio Buonfiglio, 51 anni, entrambi ancora sottoposti a provvedimenti di custodia cautelare. Il primo è stato proprietario e amministratore delegato della squadra di calcio del Ponsacco (calcio serie D).

A giugno la Guardia di finanza di Pisa oltre ad arrestare i principali indagati coinvolti nell’inchiesta, sequestrò sei società, beni mobili e immobili per un valore di oltre 6 milioni e mezzo di euro. Mesi di indagini a cui avevano collaborato anche gli ispettori del dipartimento antifrode del ministero delle Politiche agricole con la ricostruzione della filiera considerata illegale. Dall’illecita produzione e commercializzazione di succo concentrato di mela sofisticato e falsamente dichiarato come biologico. Secondo la Procura di Pisa il prodotto incriminato era ottenuto da aziende formalmente localizzate all’estero e di fatto gestite direttamente dall’Italia dai due fratelli di Ponsacco ricorrendo a diversi prestanome.

Ciro Barba, ex assessore alla Pubblica Istruzione (anni 1988-1989) e ai Servizi Tecnologici (anni 1990-1991) presso il Comune di Nocera Inferiore e indicato come il principale collaboratore dei Buonfiglio aveva inizialmente raccontato come funzionava il sistema. Poi ci ha ripensato e ha rinnegato tutto quello che aveva fatto mettere a verbale: di recente ha ottenuto gli arresti domiciliari. Barba avrebbe avuto rapporti commerciali con i Buonfiglio, fornendo loro prodotti alimentari. Prodotti non corrispondenti a quanto dichiarato in etichetta.

Nessuna attenuazione della misura cautelare in carcere, disposta circa sei mesi fa (il provvedimento scade il 24 dicembre) per i fratelli Walter e Giorgio Buonfiglio, titolari dell’Italian Food di San Miniato. Finora i due, stando a quanto è emerso, non avrebbero collaborato per facilitare la ricostruzione del loro giro di affari. –

S. C.

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