Il Tirreno

Pontedera

Con Donati finisce un’epoca Ponsacco calcio senza patron

Paolo Falconi
Con Donati finisce un’epoca Ponsacco calcio senza patron

Allo stadio, di fronte agli sportivi, ufficializzate le dimissioni del gruppo dirigente «I tifosi mi hanno chiesto di lasciare per un eventuale passaggio di mano»

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ponsacco. Come si sa ogni medaglia ha due facce. Anche quella del Ponsacco calcio. Una faccia è la certezza delle dimissioni del presidente Donati e di tutto il suo gruppo dirigente. L’altra faccia è l’incertezza di chi succederà. Al momento c’è vuoto assoluto.

Con il rompete le righe del gruppo dirigente che negli ultimi anni ha fatto la storia del calcio rossoblù si chiude una pagina anche ricca di trofei e soddisfazioni. Ora se ne apre una tutta bianca. Da scrivere. Chi prenderà la penna?

Nella conferenza stampa- incontro con gli sportivi sugli spalti dello stadio di Ponsacco, l’ormai ex presidente Massimo Donati si è detto emozionato per la «manifestazione di affetto ricevuta» ma che «devo fare un passo indietro per il bene del Ponsacco. Così come ero rimasto quest’estate perché me lo aveva chiesto la città, saluto oggi perché io tifosi mi hanno chiesto di lasciare». Però si porterà «sempre Ponsacco nel cuore e rimarrò un grande sostenitore rossoblù».

Con Massimo Donati, alla plancia di comando da sei anni con il Ponsacco in Seconda categoria (e ora in serie D) mollano il direttore sportivo Andrea Luperini, il direttore organizzativo Fabio Taccola, il dirigente con delega all’attività sportiva Fausto Macchi. Insomma, le voci che si erano diffuse il giorno prima hanno trovato ufficialità ieri mattina sulle tribune del lo stadio mentre i sul campo i giocatori rossoblù si allenavano per affrontare oggi lo Scandicci per la regolare giornata di campionato.

«Sono tre notti che non dormo» ha puntualizzato Donati, che giovedì scorso ha ricevuto dalla tifoseria l’invito «a a lasciare il club in modo da creare le condizioni per un’eventuale passaggio di mano». E Luperini mette in risalto come «piace lottare per vincere, ma l’amicizia e l’onore di collaborare con Donati non hanno prezzo. Lo seguo nelle sua decisione!».

Mentre Taccola osserva come i tifosi ponsacchini siano «in grado di cose impressionanti» e a loro chiede «scusa se ho sbagliato nel fare qualcosa». Da parte sua, Macchi, l’altro dimissionario, spiega che «ha condiviso» con i dirigenti e tifosi tutto il percorso, che «la partita di Sanremo resterà sempre nel cuore» e che è «consapevole di lasciare la società al buio». Infatti solo indiscrezioni, tutte da confermare parlano di una cordata di imprenditori con al timone Raffaele Pinzani.

Francesco Vanni, assessore allo Sport e attività produttive ammette che a oggi all’amministrazione comunale «non sono giunte proposte da nessuna persona e da nessun gruppo» ma che comunque bisogna dare atto al gruppo dirigente che lascia che »l’iscrizione all’ultimo tuffo è da considerare già una bella vittoria». Il tutto dopo la tempesta improvvisa legata all’inchiesta che ha coinvolto l’amministratore delegato Walter Buonfiglio.

Vittorie che Massimo Donati e C. hanno riportato in questa mezza dozzina di anni, sfiorando addirittura il balzo nel calcio professionistico per due stagioni consecutive. Oltre allla storica qualificazione alla Coppa Italia dei “big”.

Però siamo a questo epilogo. Anche gli interventi, talvolta disordinati, che si sono succeduti da parte di qualcuno dei sostenitori rossoblù hanno evidenziato il malessere e tutte le preoccupazioni (in modo più o meno garbato) del caso. Con una squadra che in campo deve continuare a lottare agli ordini dell’allenatore Luigi Pagliuca al quale è stata espressamente richiesto di restare alla guida per non creare ulteriori scollamenti. —

Paolo Falconi

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