Il Tirreno

Pontedera

ex dipendente usl a processo 

Stalker seriale: le accuse in aula alla sua vittima costano un’altra denuncia

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PECCIOLI. Ancora un’udienza per lo stalker seriale e ora anche diffamatore, residente a Peccioli.

Ieri a Genova si è tenuta l’ennesima udienza contro Giuseppe Dell’Agnello ex impiegato dell’Usl, ora in pensione. L’imputato, che deve rispondere di diffamazione contro un luogotenente dei carabinieri ha ritenuto di fornire spontanee dichiarazioni come ultimo tentativo di sottrarsi alla sentenza. Ha fatto riferimento alla vicenda Cucchi e all’indagine Mollicone per alleggerire la sua posizione, accusando i carabinieri. Dichiarazioni che hanno fatto, sì che il luogotenente dei carabinieri di Pontedera, presente in aula quale parte civile insieme al suo avvocato Valentina Levantesi, preannunciasse un’ulteriore denuncia stavolta per calunnia.

Il processo si è tenuto a Genova perché fra le parti offese c’e anche un magistrato della Procura della Repubblica di Pisa. Il processo per diffamazione si è basato su elementi di prove prodotte in giudizio per una serie di post che il Dell’Agnello ha ammesso di avere pubblicato sulla sua pagina Facebook. Post in cui offendeva il luogotenente dei carabinieri accusandolo di essere “mafioso”, “malfattore”, “colluso” e rivolgendogli appellativi giudicanti quindi diffamanti e per tale motivo processato. Nel processo sono stati chiamati a testimoniare non solo gli ufficiali di polizia giudiziaria che hanno compiuto le indagini, ma anche tutti coloro che avendo letto i post hanno ritenuto di cliccare sul “like”, ovvero la mano con il pollice in su.

La prossima udienza con la sentenza di primo grado è prevista per il 3 febbraio. Un ulteriore capitolo della vicenda avrà invece luogo il 12 dicembre presso il tribunale di Pisa. In tale data Dell’Agnello verrà chiamato nuovamente a rispondere di diffamazione a mezzo dell’applicazione Facebook nei confronti del luogotenente dei carabinieri. Il pubblico ministero ha chiesto sei mesi di reclusione, mentre la difesa ha chiesto l’assoluzione o in alternativa la sola pena della multa.

L’udienza è stata rinviata in quanto agli atti mancava il casellario giudiziario dell’imputato, già condannato due volte per il reato di stalking, con sentenze passate in giudicato. Il difensore ha sostenuto in aula che l’imputato è incensurato, per la verifica il processo è stato rinviato. —



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