Il Tirreno

Pontedera

falso avvocato e complice smascherati da un’anziana 

«Suo figlio è nei guai». Ma l’80enne sventa la truffa

T. S.

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PONTEDERA. Puntano al cuore, ai sentimenti. Tirano in ballo la famiglia, e vanno fino in fondo, a caccia di soldi. Le vittime sono quasi sempre loro, gli anziani. Spesso soli, fragili, buoni e disposti a tutto pur di aiutare i loro cari. L’altro giorno, però, ai furbetti della truffa telefonica è andata male. Mandati “a quel paese” da una 80enne battagliera e determinata. Che non ha abboccato, e che ha resistito anche di fronte all’ultimo, disperato tentativo di estorcerle denaro da parte dei malviventi. Anna. È questo il nome della donna che sbattuto il telefono in faccia a chi stava tentando di raggirarla. «Mia mamma è stata bravissima, ha dimostrato coraggio e freddezza. È stata proprio lei a chiedermi di diffondere la sua storia per evitare che alcuni anziani vengano fregati». Lucia Mannucci ha scelto la via più semplice e veloce per comunicare: Facebook. Sul gruppo “Sei di Pontedera se” ha raccontato la tentata truffa alla madre.

LA TRAPPOLA

«Martedì mattina mia mamma è stata contattata telefonicamente da un falso avvocato che le diceva che mio fratello si era cacciato in un grosso guaio e che c’era bisogno del suo sostegno economico», racconta Lucia Mannucci. Anna rimane glaciale e non cade nella trappola. «Mia madre, che se pure ottantenne non è una sprovveduta, si è molto arrabbiata col tipo e gli ha detto che avrebbe subito chiamato mio fratello, visto che la cosa aveva dell’incredibile».

trucco SMASCHERATO

Attenzione, perché è a questo punto della storia che accade qualcosa di molto strano. Quasi inspiegabile, anche se in realtà si tratta di una tecnica usata spesso dai truffatori. «Al numero di cellulare di mio fratello ha risposto uno sconosciuto, che le ha detto che i telefoni del figlio erano stati messi sotto sequestro dalle autorità. Quindi mia madre ha rintracciato tramite la moglie mio fratello, che se ne stava tranquillamente a lavoro. Così – prosegue Lucia Mannucci – ha avuto la certezza di aver evitato una bella truffa». Ma com’è possibile che la signora Anna abbia composto il numero di cellulare del figlio e si sia sentita rispondere da uno sconosciuto? Si tratta di un “giochino” tecnologico che mantiene in linea la telefonata precedente, nonostante all’apparenza si sia composto un altro numero. In sostanza, all’ottantenne, quando ha chiamato il figlio, hanno risposto gli stessi truffatori che pochi secondi prima le avevano detto che il figlio era finito nei guai. «Mia mamma ha subito avvertito la polizia. e poi mi ha detto di far sapere in giro ciò che le è accaduto», racconta ancora Lucia Mannucci. In pochi giorni si tratta dell’ennesimo tentativo di truffa telefonica in città. Sono state addirittura tre, rivolte ad altrettante persone differenti, le telefonate con tentativo di raggiro all’interno di uno studio medico del centro. Anche in questo caso, però, i malviventi sono rimasti a mani vuote.

I CONSIGLI

Spietati nell’anima, candidi all’apparenza. Sono i famigerati truffatori porta a porta. Alcuni si vestono da carabinieri o poliziotti, altri da tecnici. Tutto per farsi aprire la porta di casa. Da chi? Nella maggior parte dei casi dagli anziani. Il consiglio è il solito: non aprire mai la porta di casa. E non credere neppure a chi fa squillare il telefono spacciandosi per avvocato, o membro delle forze dell’ordine chiedendo soldi. Consiglio numero due: segnalare sempre. Perché solo tenendo aggiornate le forze dell’ordine è possibile coltivare la speranza che i furbetti vengano sconfitti. —

T. S.

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