Sicurezza
Comunali, anche Parrini sarà di nuovo in campo
L’ex vicesindaco ribatte alla lista “Cascina Oltre” e respinge le accuse: «Nessun interesse personale. Noi siamo “per” e non “contro” qualcuno»
CASCINA. La campagna elettorale per le prossime amministrative è iniziata. “Cascina Oltre” ha aperto le danze e qualcuno indica come probabile candidato a sindaco il socialista Fabio Poli. Ma è solo un’ipotesi. Certo è che dal listone-civico (che mette insieme il fronte anti-Lega) è stata messa all’indice l’esperienza di “Progetto Cascina” che alle ultime amministrative, quelle vinte da una maggioranza di centrodestra a trazione leghista, aveva espresso il vicesindaco, Michele Parrini, e raccolto migliaia di voti.. La risposta di Parrini, uscito dalla giunta dell’ex sindaca Susanna Ceccardi, e ora tirato per la giacca dallo stesso centrodestra, non si è fatta attendere. «Cascina oltre si può riassumere così: – dice Parrini - Quando l’odio prevale su buon senso e ragione». Ma si potrebbe anche dire: tanto rumore per nulla. Perché Parrini non ha alcuna intenzione di unirsi con il variegato schieramento che fa riferimento a Cascina Oltre.
«Alla porta di Cascina Oltre né Progetto Cascina né Michele Parrini hanno bussato né busseranno mai; pertanto vorremmo augurare a Giovanni Greco (ex assessore comunale con l’ex sindaco Alessio Antonelli) e soci di dormire pure sonni tranquilli perché nessuno di noi si avvicinerà neanche al campanello!».
A Parrini il centrosinistra non perdona l’apparentamento con Ceccardi. «La scelta sconsiderata per interessi personali, di questo mi accusano. Invece non fu né sconsiderata né dettata da interessi personali, in realtà prese le mosse da posizioni differenti assunte dai due candidati al ballottaggio nei confronti di Progetto Cascina» dice Parrini, che quasi sicuramente avrà una sua lista civica.
«Il candidato Alessio Antonelli, nell’incontro del 10 giugno 2016, ci prese a pesci in faccia, chiudendo di fatto ogni possibile analisi su convergenze riguardanti gli elementi più significativi del programma - ricorda Parrini - Di natura completamente opposta fu invece l’incontro con la rappresentanza che faceva capo a Susanna Ceccardi. Quest’ultima tenne subito a chiarire come su molti punti del nostro programma ci fosse piena disponibilità a porli al centro della loro attività amministrativa in caso di vittoria finale».
A questi incontri, ovviamente, parteciparono entrambe le “anime” di Progetto Cascina, quella civica e quella socialista. « Tutto questo è facilmente documentabile e richiamabile agli smemorati e mentitori di professione, così come, seppur a seguito di riunioni piuttosto “animate”, di comune accordo si decise di supportare Ceccardi al ballottaggio: chi ora per opportunismo personale (solite tattiche ritrite…) afferma il contrario, si nasconde dietro l’ennesima bugia». Insomma, alla fine tutti, anche se qualcuno lo fece in maniera non proprio convinta, decisero di sostenere il centrodestra.
L’accusa rivolta a Parrini è quella di essere spinto da interessi personali. «Francamente l’attaccamento alla poltrona viene sonoramente sconfessato nei fatti. Sono stato pronto a prendere la distanza (sarebbe stato più comodo far finta di niente) su ogni atto in contrasto con gli interessi della collettività (caccia ai Rom, graduatorie sui servizi sociali, presidio dei ponti, …) e poi sono stato pronto anche ad auto sospendermi per mettere in evidenza la deviazione dagli impegni di governo assunti in sede di accordo elettorale. Anche questo tutto ampiamente e ben documentato: basta fermarsi un attimo e leggere».
Come si ricorderà il centrosinistra ha perso Cascina per 101 voti. «Vale la pena analizzare l’esito del voto del giugno 2016, perché se Giovanni Greco non vuole avere a che fare con chi ha fatto vincere la Lega, non dovrebbe avere a che fare finanche con se stesso, in quanto lui, per un lungo periodo, ha fatto parte della giunta Antonelli che gli elettori hanno, evidentemente, punito clamorosamente - dice Parrini - È importante conoscere due numeri e tornare per un attimo al maggio 2011: Antonelli ottenne 14.491 voti, pari al 66,87%. Al voto del giugno 2016 i risultati furono: Antonelli 8.203 (42,47%), Ceccardi 5.486 (28,40%), Loconsole (5 Stelle) 3.453 (17,88%), Parrini 1.509 (7,81%) e Minuti (Rc) 665 (3,44%). Al ballottaggio Antonelli arrivò solo a 8.796 voti (49,71%) mentre Ceccardi ottenne 8.897 consensi (50,29%) e poi 207 schede bianche e 438 schede nulle».
«Dicono che Susanna Ceccardi guadagnò 3.411 consensi in più mentre Antonelli solamente 593 - prosegue -: quindi, ammesso ma non concesso, che tutto il suo elettorato del primo turno avesse confermato la scelta, non fu sostenuto da tutti gli elettori dell’estrema sinistra del candidato Minuti, e zero voti anche da parte dei sostenitori del Movimento 5 Stelle».
Più che la campagna elettorale Parrini non vorrebbe che fosse iniziata una sorta di inutile caccia alle streghe. «Ma cosa dicono in realtà i numeri? Con il (mal) governo nel periodo 2006/11, la coalizione di cui facevano parte anche Greco & C. perse 5.695 voti. Ora, nonostante questo quadro impietoso, si vuole continuare, per opportuna fuga dalle proprie responsabilità, a dare la colpa del risultato elettorale a Progetto Cascina».
Se Cascina Oltre si è messa in moto anche Parrini e i sostenitori di Progetto Cascina da mesi si stanno preparando per la competizione elettorale. «Preferiamo lavorare per disegnare un Progetto Per Cascina e, se gli elettori ce lo consentiranno, a realizzarlo pure - conclude Parrini - Questa è la vera differenza tra noi e gli altri: saremo sempre “Per” e con il sorriso sulle labbra, mai contro nessuno: quello che non ci accadrà è di scendere sul terreno dell’odio per le persone, di qualunque credo politico siano». —
S.C.
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