Il Tirreno

Pontedera

La memoria contro l’odio sui social 

Cittadinanza alla Segre, Cascina rinvia

Carlo Palotti
Cittadinanza alla Segre, Cascina rinvia

La mozione del Pd “neutralizzata” dagli emendamenti della maggioranza. Martedì nuova riunione sul caso 

3 MINUTI DI LETTURA





cascina. L’ex città del mobile, almeno per ora, non conferirà la cittadinanza onoraria alla senatrice a vita Liliana Segre.

La decisione è rimandata a martedì 3 dicembre, quando maggioranza e opposizioni s’incontreranno per tentare di trovare una linea comune e condivisa sull’argomento.

A Cascina, dopo il consiglio comunale di lunedì scorso e la mozione presentata dal Partito Democratico, resta spazio solo per la polemica politica.

«Non ci stupiamo - riporta una nota dei dem cascinesi - di come sia andata ieri (lunedì ndr) in consiglio comunale, il mandato amministrativo si chiude come si era aperto, nel segno di una totale mancanza di onestà intellettuale. La richiesta di emendamenti, le divagazioni e gli interventi irrispettosi verso Liliana Segre e la memoria della Shoah ci hanno portato a ritirare il nostro ordine del giorno che proponeva l'avvio del percorso per la cittadinanza onoraria alla senatrice a vita».

Prosegue il Partito Democratico: «L’emendamento proposto dalla maggioranza aveva lo scopo di snaturare e di cambiare il significato del testo proposto, oltretutto conteneva diverse inesattezze. Abbiamo subito accuse di strumentalizzazione della vicenda, peraltro rivolte a tutta la minoranza, ma è stato soprattutto il livello basso del dibattito a spingerci a ritirare il testo. Risulta evidente che di fronte a certi argomenti la destra italiana non ha ancora fatto i conti con la storia».

Le minoranze accusano il centrodestra di avere voluto stravolgere il senso dell’iniziativa, con la richiesta, in parallelo, del conferimento della cittadinanza onoraria anche all’esule da Pola Claudio Bronzin.

Dall’altra parte, però, la maggioranza ha accusato le opposizioni di aver voluto “ideologizzare” una mozione condivisa nella sostanza, ma non nei termini in cui era stata presentata.

Raggiunto al telefono, Valerio Lago, consigliere di Fratelli d’Italia, ha comunque aperto al dialogo.

«Martedì prossimo - dice - in conferenza dei capogruppo, ridiscuteremo la redazione di un nuovo testo condiviso, da poter poi presentare e passare al voto del consiglio comunale».

Sulla vicenda è intervenuta anche anche la lista CascinaOltre.

«Se ce ne fosse ancora bisogno - scrivono - oggi durante il consiglio comunale Cascina ha assistito ad un’altra prova dell’inadeguatezza e della volgarità della peggior destra. Come per la vicenda di Chez nous le cirque, dove solo a parole il vicesindaco reggente Rollo dice di essere aperto alle soluzioni, o come l'ennesima variazione degli obiettivi che sottolinea la mancanza assoluta di una prospettiva politica per Cascina, quando conta la Lega si dimostra per quel che è. Su una mozione presentata per dare la cittadinanza alla senatrice a vita, oggetto di minacce razziste e di morte, i consiglieri di destra hanno dato il via ad uno squallido teatrino fatto di emendamenti e di dichiarazioni scandalose che hanno stravolto il senso della mozione alla fine necessariamente ritirata. Un’altra pagina nera come l’animo di una destra che continua a soffiare e instillare odio nelle persone». —

Carlo Palotti



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa