Sicurezza
L’urna cineraria scoperta a settembre sarà presto esposta
TERRICCIOLA. L’urna cineraria etrusca ritrovata a settembre a Casanova di Terricciola da Lorenzo Bacci, presidente dell’associazione Le città sotterranee onlus, verrà al più presto esposta in maniera temporanea a Terricciola.
L’eccezionalità del rinvenimento che non solo arricchisce in maniera considerevole il patrimonio di informazioni storiche di Terricciola, ma delinea sempre di più il profilo di un territorio fortemente interessato dalla presenza etrusca. Il frammento del coperchio recentemente rinvenuto si attacca in modo netto con un altro frammento sempre rinvenuto dal Bacci cinque anni prima, nello stesso luogo. Nell’occasione precedente venne rinvenuto anche un coperchio di urna cineraria etrusca maschile. «L’esposizione che avverrà a breve – dice Bacci – è un’occasione importantissima per questa comunità e non possiamo che elogiare la veloce attività di restauro della soprintendenza, oltre alla piena disponibilità che per l’occasione ha dimostrato l’amministrazione comunale di Terricciola. Colgo perciò l’occasione di invitare le istituzioni a valutare con realismo e positività la possibilità di realizzare a Terricciola un centro di documentazione archeologica che sia in grado di conservare gli importanti reperti che questo territorio ha svelato negli ultimi tre secoli.Dalla prima metà del Settecento infatti si inaugura la stagione delle scoperte archeologiche in questo territorio, a parte dall’urna etrusca che ancora oggi è murata sulla facciata della canonica di San Donato Martire».
«Moltissime sono le testimonianze di alta qualità, riferibili al periodo etrusco, che provengono dal territorio terricciolese - dice ancora Bacci - un tempo conservate presso l’Ipogeo del Belvedere. Credo che un centro di documentazione sia significativo in primis per la cittadinanza, senza escludere l’interesse che sempre più turisti nutrono per questo territorio, ad oggi principalmente attratti dalle prestigiose produzioni vitivinicole. Uno spazio espositivo permanente potrebbe rientrare a pieno tra le priorità di questo territorio». —
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