Il Tirreno

Pontedera

Dall’idea di Tozzi alla “pepita” da 52.000 dollari sul palco sfilano cinquant’anni di tartufo

Dall’idea di Tozzi alla “pepita” da 52.000 dollari sul palco sfilano cinquant’anni di tartufo

San Miniato ha celebrato l’anniversario coi protagonisti che hanno reso grande la Mostra mercato: oggi il gran finale della 49ª edizione 

3 MINUTI DI LETTURA





il gran galà

Se è vero, come è vero, che le feste per essere tali finiscono a tavola, beh a San Miniato sono fortunati. E avvantaggiati. Così le nozze d’oro della Mostra mercato del tartufo bianco si può festeggiare alla grande. Nessuna cena l’altra sera in occasione del gran galà con premiazioni di chi in questo primo mezzo secolo ha contribuito a vario titolo a far crescere, a far decollare, a rendere grande la kermesse sanminiatese. Il tartufo oggi sarà ancora di più il re della tavola e delle iniziative all’ombra della rocca, con il gran finale della 49ª Mostra mercato.

L’altra sera, invece, premiazioni all’auditorium di piazza Buonaparte. Quasi 200 persone sul palco e premiate (qualcuno scomparso o impossibilitato per ragione di malattia era rappresentato dai congiunti; l’elenco è qui sotto) con una medaglia dal sindaco Simone Giglioli e un’altra quarantina di enti e associazioni che in questi 50 anni mai si sono tirate indietro per la Mostra mercato del tartufo, nata come sagra ma poi trasformata considerata la portata e la considerazione che stava raggiungendo. Compresa, ovviamente l’Associazione dei tartufai, senza i quali il “re del gusto” non finirebbe sui banchi degli stand della festa e poi sulle tavole degli appassionati.

Veronica Maffei è stata la brillante conduttrice della serata in cui i protagonisti di questo mezzo secolo sono stati coinvolti prima e premiati dopo. Il sindaco Giglioli ha rilevato che «non è da tutti poter festeggiare due volte i 50 anni: quest’anno è il compleanno anche se le edizioni sono 49 (visto la pausa del secondo anno quando non c’erano risorse adeguate per organizzare la kermesse, ndr) e l’anno prossimo l’edizione numero 50. Ogni anno, ogni spunto, raccontato nel bel libro di Delio Fiordispina pure lui insignito come ambasciatore del tartufo bianco nel corso della serata.

Dove il tenore locale Ezio Cenni ha contrappuntato con la sua voce e con brani scelti ogni decennio della Mostra mercato. Nata nel 1969 da un’idea di Renato Tozzi che trovò subito i concittadini pronti a raccogliere il messaggio. «Gestiva il ristorante Miravalle dal '62 – racconta la figlia Silvia –. Cominciò a sperimentare piatti al tartufo e fece i tavoloni per far assaggiare crostini e risotto in piazza».

Francesca Gallerini ha parlato del nonno che insegnò a tutti come andar per tartufi, aprendo in pratica una nuova era. Arturo arrivava da Casola Valsenio e con quella località della provincia di Ravenna è in atto un’intesa particolare. Fu lui a trovare il tartufo dei record: quello di «2 kg e 18 tacche» (oltre 2 kg e mezzo). Era il 1954. «Tra le cose di mio babbo in soffitta – racconta Francesca – ho trovato il famoso libretto in cui annotava posti e periodi in cui aveva trovato di più, per l'anno dopo». Come non fare riferimento, nel corso della serata, a un altro record: il tartufo più pagato di sempre: 52mila dollari per 820 grammi di tubero che rischiava di marcire in un frigo di un ristorante londinese.

In sala anche il 90enne Giorgio Morelli, tuttora tartufaio e memoria storica. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web