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Il terrore corre sul treno: bandito solitario mette a segno due rapine in poche ore
Momenti di panico per le vittime, derubate sotto la minaccia di un coltello d’un telefonino e della borsa col portafogli tra Cascina e Pontedera
PONTEDERA. L’allarme rapina corre sui binari. Due agguati nell’arco di poche ore messi a segno sul treno - il primo a Cascina, il secondo a Pontedera - sempre dallo stesso giovane marocchino di 22 anni, residente a Cascina, armato di un coltellaccio e vestito con un giubbotto rosso che non lo ha certo aiutato a passare inosservato. L’identikit fornito dalle vittime e l’intuizione dei militari, che dalle descrizioni hanno intuito subito con chi potevano avere a che fare, ha permesso ai carabinieri della compagnia di Pontedera di chiudere le indagini su due rapine in tempo record.
Nella prima mattinata di giovedì 21 novembre il rapinatore solitario è stato fermato e portato nella caserma di via Lotti a Pontedera, mentre partiva la perquisizione domiciliare a Cascina. Il magistrato di turno in Procura, informato dei fatti, ha ritenuto di non dover procedere con l’arresto, essendo venuta a mancare la flagranza di reato. «Rubo per comprarmi la cocaina», avrebbe ammesso il giovane che, alcune ore dopo essere stato identificato e fermato, ha lasciato la caserma di Pontedera con una denuncia in stato di libertà.
Ma torniamo ai fatti. La prima rapina è avvenuta alla stazione di Cascina nel tardo pomeriggio di martedì 19 novembre. Il marocchino ha aspettato che il treno regionale partito da Firenze e diretto a Pisa si fermasse a Cascina e poi ha minacciato con un coltello da cucina un giovane di 22 anni (rimasto lievemente ferito), originario di Milano che era insieme a un’amica di Navacchio. «Dammi il telefono», gli ha intimato prima di strappargli dalle mani il cellulare e darsi alla fuga.
Anche la capotreno, che avrebbe cercato di intervenire, è stata minacciata dall’uomo con un coltello. Ma nessuno sul momento ha chiamato la polizia. I giovani sono tornati a casa e hanno raccontato della rapina, poi confermata dalla capotreno, residente a Livorno. Mentre la polizia ferroviaria era sulle tracce del malvivente - un giovane alto circa 1 metro e 70 con un piumino rosso - quest’ultimo è tornato a farsi vivo, sempre su un treno. E lo ha fatto a Pontedera, vicino alla stazione ferroviaria, dove ha aggredito e borseggiato una donna di 27 anni, di Pisa. Prima che il treno si fermasse - è successo alle 4,40 circa - il 22enne le ha strappato la borsa facendola cadere. Appena le porte del regionale diretto a Pisa si sono aperte lui è saltato lungo i binari ed è sparito con il portafoglio al cui interno c’erano circa 170 euro, poi recuperati dai carabinieri. La donna, spaventata e dolorante, ha lasciato la stazione ferroviaria e ha raccontato alla pattuglia dei carabinieri quello che le era successo, fornendo una accurata descrizione del giovane e del solito piumino rosso, che indossava anche il rapinatore di Cascina.
Le indagini sono state indirizzate subito negli ambienti della tossicodipendenza. Dopo il colpo a Cascina si era ipotizzato che l’autore fosse uno dei tanti immigrati che trascorrono le giornate senza una vera occupazione nei pressi della stazione ferroviaria di Pisa.
L’ipotesi era che dopo avere minacciato con il coltello un passeggero fosse tornato a Pisa per vendere il telefono. Invece probabilmente era rimasto nelle vicinanze di Cascina per salire su un altro treno.
Tant’è che poi, nel disperato tentativo di recuperare altri soldi, ha aggredito la donna strappandole la borsa. Dopo la seconda rapina, i militari hanno cercato l’autore restando nei pressi di piazza Unità d’Italia e della ferrovia. Giusta intuizione. Lo hanno fermato poche ore dopo, sempre a Pontedera mentre era pronto a compiere lo stesso genere di reato. Ma quando lo hanno fermato il 22enne si era liberato del piumino rosso.
Se inizialmente ha provato a negare, quando i carabinieri gli hanno trovato nelle tasche il portafoglio della derubata per lui è stato più difficile. Si era già sbarazzato del coltello che non è stato trovato nemmeno nel suo domicilio. Si era anche disfatto del telefono strappato al primo passeggero.
Per il 22enne però non si sono aperte le porte del carcere Don Bosco. –
Sabrina Chiellini
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