Il Tirreno

Pontedera

Un balzello odiato dai più, fonte di critiche e polemiche accese

P.M.

la tassa sui rifiuti spesso al centro di ricorsi 

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PONTEDERA. La Tari è l’imposta sui rifiuti, che ha sostituito nel corso degli anni la Tarsu, la Tia e la Tares e che ha come obiettivo la copertura dei costi del servizio di igiene urbana. Essa si applica a chiunque possieda o detenga, a qualunque titolo, locali o aree esterne che possono effettivamente produrre rifiuti urbani.

Senza scendere troppo nel dettaglio, la Tari è composta dalla somma di due parti: vi è una parte fissa, legata al costo del servizio, e una variabile, che dipende dalla quantità di rifiuti prodotti, stimata sulla base del numero dei componenti del nucleo familiare. Una tariffa talmente indigesta ai più che c’è chi si è impegnato non solo a valutarne una possibile incostituzionalità – in quanto, affermano alcuni, contraria ai criteri di proporzionalità e progressività affermati dal testo costituzionale – ma anche ad elencare i possibili casi di impugnazione della Tari. Ad esempio, se la delibera comunale relativa alle tariffe è adottata successivamente alla data fissata dalle leggi nazionali per deliberare il bilancio di previsione, questa risulta impugnabile da parte del cittadino. Dove la raccolta dei rifiuti non è prevista, invece, occorre stabilire una riduzione della tariffa di almeno il 40% sull’imposta stessa.

Certo, non è questo il caso di Pontedera, dove il servizio di raccolta è ampiamente previsto. In ogni caso, se si decide di impugnare l’avviso di pagamento, come primo passo è sempre suggerito rivolgersi direttamente all’ufficio tributi del Comune per avere delucidazioni sul proprio caso. —

P.M.

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