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Il Bacino di Roffia ha superato con lode il suo primo esame

T.S.

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SAN MINIATO. L’esatta quantità d’acqua portata dalla piena dell’Era, riversata nel bacino di Roffia per non farla confluire nell’Arno. Un calcolo matematico eseguito alla perfezione dagli uomini del Genio civile e dai tecnici della Regione. In questo modo, nello scorso fine settimana, il “lago artificiale” nella frazione di San Miniato ha salvato le tante zone della provincia attraversate dall’Arno, che rischiavano di finire inghiottite da acqua e fango.

Ieri mattina il presidente della Regione, Enrico Rossi, ha visitato proprio il bacino di Roffia. Un’opera capace di accogliere fino a 8 milioni di metri cubi di acqua, costata 17 milioni e mezzo di euro di risorse regionali, statali e degli enti locali, collaudata definitivamente un anno fa. Quella di domenica scorsa è stata la prima apertura programmata della storia del bacino. Durante l’allerta rossa dello scorso weekend la cassa ha invasato circa 5. 38 milioni di metri cubi d’acqua, permettendo un abbattimento del picco di piena in arrivo dal fiume Arno di circa 100-150 metri cubi al secondo. E pensare che il bacino di Roffia, già nel 1992, quando non era stato completato, evitò una catastrofe nella zona di Pontedera. A tornare indietro nel tempo è proprio Rossi, che all’epoca era sindaco di Pontedera. «Nel 1992 l’Arno faceva davvero paura. C’era grande preoccupazione. All’improvviso notammo una discesa improvvisa del livello del fiume. Non riuscivamo a capire il perché, poi ci accorgemmo che l’acqua era travasata nel bacino d’escavazione della ditta che operava proprio nella zona di Roffia. Per Pontedera fu una salvezza», dice Rossi.

Il presidente ha ribadito come l’opera fondamentale del bacino divenuto cassa di esondazione ha permesso la riduzione del rischio idraulico da San Miniato fino alla foce delll’Arno. «Nei nostri piani – spiega ancora Rossi – c’è una programmazione di cinque anni, sempre con investimenti da 100 milioni all’anno, che discuteremo in giunta e in consiglio. Stiamo valutando la realizzazione di altre due casse di espansione, nella riva destra dell’Arno, così che anche nella zona di Fucecchio si possa avere un’importante aumento della sicurezza in casi di rischio alluvione» . Rossi, inoltre, ha fatto visita ai Canottieri San Miniato, la cui sede, sulle sponde del bacino di Roffia, ha subito alcuni danni dopo che un metro d’acqua ha inondato palestre e uffici. Di fronte alla sede dei canottieri, il governatore ha “conosciuto” il drone del Cnr con cui sono stati monitorati i flussi dei fiumi durante l’ultima ondata di maltempo. — T.S.

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