Il Tirreno

Pontedera

Morto Fabrizio Nassi, uno dei grandi del volley italiano

Paolo Falconi
Da sinistra Fabio Innocenti, Alessandro Lazzeroni e Fabrizio Nassi
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Da sinistra Fabio Innocenti, Alessandro Lazzeroni e Fabrizio Nassi

Lutto a Pontedera e Pisa per la scomparsa dell'ex giocatore dell'Us Zoli e del Cus Pisa, oltre a un elemento della Nazionale italiana negli anni d'oro della pallavolo azzurra

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PONTEDERA. Fabrizio Nassi, 68 anni, è morto  nella mattina di sabato 16 novembre a Pisa circondato dall'affetto della moglie Anna e dal figlio Alessandro. Poco più di un mese fa era stato colpito da una terribile malattia. Nassi era nato a Pontedera ed era molto conosciuto anche a Pisa dov'è stato a lungo insegnante di educazione fisica in vari istituti della città.

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SI è così irrimediabilmente interrotta la favola del volley azzurro che oltre a Nassi vedeva protagonisti altri due pontederesi: Alessandro Lazzeroni e Fabio Innocenti. Erano gli anni Sessanta e Settanta e Pontedera salì ai vertici del volley nazionale con la squadra della città, l’Us Zoli, nata quasi per caso: vinse il campionato di serie C nella stagione 1969-70, quello di B la stagione successiva, e per disputare la serie A si trasferì a giocare a Pisa perché lì c‘era una struttura all’altezza. In quella formazione c’era tutti e tre: successivamente sarebbero diventati gli assi della nazionale.

In una intervista concessa al giornale Il Tirreno a inizio anno alla domanda quale fu il segreto di quella nazionale targata Pontedera? Cosa la trasformò da brutto anatroccolo a cigno bianco? Nassi rispose: «Non pensavamo alle partite quando non giocavamo. Poi entravamo in campo, e tutto cambiava in un attimo. I nostri avversari avvertivano la nostra spensieratezza e si sgretolavano. Sono anni che non dimenticheremo mai.

Un momento d’oro per la pallavolo pontederese e non solo». Così come, in occasione della sua scomparsa, Nassi non è stato dimenticato dai vecchi compagni del Cus Pisa a quelli della Paoletti Catania (dove vinse uno scudetto nel 1978, tecnico Carmelo Pittera) che si sono stretti attorno alla famiglia. In Nazionale vanta 132 presenze e ha partecipato a due Olimpiadi (Montreal ‘76 e Mosca ‘80) le prime per la pallavolo italiana, e poi due Mondiali (Roma ‘78 e Baires ‘82) e un Europeo (Helsinki ‘77). Cresciuto nell’Us Zoli e poi nel Cus Pisa “dei giapponesi”, oltre ad aver vinto con la Paoletti ha poi giocato con Montuori Palermo, Santarlasci Pisa, Lupi Santa Croce e Spoleto.

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