Il dolore
Il 3% dei bimbi toscani in affido è nel Valdarno
Sono 31 i minori tra S. Croce, Castelfranco, Montopoli e S. Miniato. Spinelli: «Il nostro sistema funziona»
FUCECCHIO. Il 3% dei bambini in affido della Toscana si trova nei comuni di San Miniato, Santa Croce sull’Arno, Castelfranco di Sotto e Montopoli Valdarno. È il numero fornito dalla Società della Salute Empolese Valdelsa Valdarno nell’ambito della presentazione dei servizi. Nell’ultimo dato a consuntivo, quello del 2018, emerge che i quattro comuni pisani ex Asl 11 cumulano insieme una presenza di 31 minori che, per un periodo limitato, vengono spostati in un altro nucleo familiare laddove si fossero presentate condizioni di fragilità e rischio.
Un tema molto sentito anche alla luce dell’inchiesta sulla gestione degli affidi a Bibbiano e nella Val d’Enza, di cui si è parlato ieri mattina a Empoli nel corso di una conferenza stampa. «La Società della Salute – spiega Alessio Spinelli, sindaco di Fucecchio e presidente della Sds – ha nel suo Centro Affidi lo strumento affinché i ragazzi possano tornare a casa dei loro genitori in una situazione migliore rispetto a quando è stato preso in carico il problema. È bene parlare delle esperienze positive e far conoscere le cooperative che lavorano con noi in questo periodo in cui certe forze politiche prendono a pretesto Bibbiano per fare sciacallaggio sull’infanzia».
Il dato dei quattro comuni del Valdarno Inferiore citati è in linea con quello del 2017, quando erano 29, ma in calo rispetto al 2015 (44 minori) e il 2016 (38). Il numero totale dei 15 comuni della Società della Salute, tenendo quindi conto del dato di Fucecchio e del resto dell’Empolese Valdelsa, sale a 84 minori seguiti nel 2018, invariato rispetto al 2017. Sul totale regionale di 1.026 casi, cifra in calo costante del 2016, siamo su un totale dell’8%. A seguire i ragazzi è il Centro Affidi e varie realtà del territorio: La Casa di Hyppa e Lella, Porte Aperte, Piccola Casa della Divina Provvidenza - Cottolengo di Empoli, Il Piccolo Principe di Empoli e La Pietra d’Angolo di Santa Croce, Raggio di Speranza Onlus e Co&So.
«L’affido – spiega l’ex assessore di Empoli Paola Sani, genitore in affido – lo può fare un single, una famiglia, nonni o coppie non sposate. Non serve professionalità: non dobbiamo fare gli educatori ma i genitori “normali”, che permettono a un bambino di ristabilirsi». Nell’Empolese Valdelsa si sta sperimentando con due famiglie l’“affido professionale”: chi accoglie il bimbo, se lavora part time, può essere formato per stare più tempo con lui, con il sostegno H24 di un tutor. Per promuovere questa pratica, mercoledì alle 20,45 al Teatro Excelsior di Empoli si terrà un musical a tema dal titolo “Siamo storie”. —
Daniele Dei
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