Il Tirreno

Pontedera

I protagonisti 

Roberto Ciufoli e lo sguardo acuto dell’ingegnere, Jannone: "Non facile la sceneggiatura"

L'attore Roberto Ciufoli, che interpreta Corradino D'Ascanio, con il sindaco Franconi
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L'attore Roberto Ciufoli, che interpreta Corradino D'Ascanio, con il sindaco Franconi

Tutti sono soddisfatti e anche emozionati di aver reso “vivi” questi personaggi. Alessio Boni racconta della sua prima Vespa che gli ha dato libertà a 14 anni 

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PONTEDERA  Quella Vespa bordò che si vede nella fiction è del collezionista Roberto Donati di Piacenza, già appartenuta all’allora arcivescovo di Pisa mons. Ugo Camozzo. Quella Vespa 98 fu anche protagonista a Santa Maria a Monte e Pontedera in occasione del 40° della nascita della Vespa.. Invenzione e progetto dell’ing. abruzzese Corradino D’Ascanio interpretato nella fiction da Roberto Ciufoli la cui «principale fatica – ha raccontato – è stata quella di fare lo sguardo intelligente di D’Ascanio. Comunque un lavoro molto impegnativo, però il personaggio mi ha subito attratto, perché realmente esistito».

Un Leonardo da Vinci del XX secolo. «Esatto. Anche per questo mi sono sentito riempito di responsabilità. Volevo rendere giustizia a una mente così, non la volevo sminuire nel lavoro. È andato tutto bene, credo...».
E gli applausi della gente nell’auditorium del Museo Piaggio, dopo la visione su grande schermo della fiction, a cura del Vespa Club e del Ciao Club di Pontedera, col patrocinio del Comune e in collaborazione con Fondazione Piaggio, dimostra l’accuratezza con cui il lavoro è stato condotto, girato e curato.

Roberto Jannone, ne è uno degli sceneggiatori con Franco Bernini e Francesco Massaro. «Non stato per niente facile – spiega Jannone – ricomporre il personaggio Enrico Piaggio. In pratica non esiste bibliografia su di lui, mentre invece abbiamo trovato notizie esaustive su D’Ascanio».

Ci siete riusciti, mi è parso... «Grazie. E sa perché? Ho pensato, abbiamo penato, a quegli anni in cui i sogni erano possibili. E poi la Vespa, che si stacca dall’essere materiale per divenire l’emblema della rinascita italiana». Come tutta italiana è stata la molla che ha spinto lo stesso Roberto Jannone alla sceneggiatura: «Fu la mamma: ma perché non ti metti a lavorare su qualcosa che parli della Vespa, mi disse un giorno. E così le ho dato retta».

Alessio Boni è nel ruolo dell'imprenditore che risollevò le officine Piaggio: «Quando ho compiuto 14 anni e tre ore – ha detto a Tv sorrisi e canzoni –ero già sulla mia prima Vespa “Special” azzurro metallizzato. Mi ha dato il senso di libertà: fare il giro del lago d’Iseo, le luci della sera, da solo, senza genitori. Poi, a Roma, con una Vespa 200 “Rally” ho fatto il pony express. Ora la tengo nel casale in Toscana». — P.Fa.
 

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